Charlotte Flair: “Il wrestling non era il mio sogno, era quello di mio fratello Reid, ma ora lo vivo per entrambi”
The Queen torna a parlare di come si è avvicinata al wrestling lottato e di quanto sia stato difficile farlo per il fratello senza di lui.

Di recente, Charlotte Flair ha abbandonato i panni della sua wrestling persona per aprirsi ai fan come Ashley Fliehr, scrivendo una bellissima lettera personale sulle pagine del The Players’ Tribune, e sicuramente, tra le tante cose che ha raccontato come quella del suo rapporto con le Four Horsewomen, spicca un discorso che si sa già da tempo ma che questa volta è stato raccontato con parole diverse, ovvero il fatto che ha iniziato a fare wrestling perché spinta da suo fratello minore Reid che era innamorato di questa disciplina fin da piccolo grazie ovviamente al padre Ric Flair.

Per chi non lo sapesse ancora, ma è storia ormai nota, Reid è morto giovanissimo a seguito delle sue dipendenze dalla droga, e purtroppo la cosa ha devastato non poco la sorella Ashley perché i due erano legatissimi. Infatti erano i più piccoli della famiglia, gli ultimi figli che ha avuto il noto lottatore, e come The Queen stessa ha raccontato nel suo articolo, si ritrovavano spesso a fare comunella alle spalle dei genitori per guardare insieme la tv di notte, per poi spronarsi ad inseguire i propri sogni, con lei che era disposta a mollare tutto e dare una chance al professional wrestling giusto per sostenere lui, quando nella sua testa non ci aveva minimamente pensato.

In un pezzo del racconto infatti Charlotte ha detto:

“Essere un Flair” non era il mio obiettivo. Non era il mio sogno. Quello era il sogno di Reid, lui era quello che seguiva le orme di nostro padre. Io?? Stavo solo seguendo le orme di Reid. Volevo essere lì per lui. Sapevo che non era facile – non solo sentire di dover essere all’altezza di essere il figlio di Ric Flair, ma anche sentire di dover stare dietro allo stile di vita che ne derivava: i soldi, le feste, le droghe. Era un sentimento che è iniziato in Reid fin dall’adolescenza, e che poi è peggiorato quando è diventato un adulto. Da lottatore.

Quindi è per questo che ho iniziato a far wrestling all’inizio. Perché il mio fratellino aveva bisogno di me e mi ha chiesto di farlo. E anche se ora è il mio sogno, e sto sognando per entrambi…… penso che avrò sempre un rapporto complicato con il nome “Flair.” Penso che per il resto della mia carriera nel wrestling, e probabilmente per il resto della mia vita, mi sveglierò al mattino e mi farò la stessa domanda: “Come posso essere Charlotte Flair oggi?” La maggior parte dei giorni ho la risposta. A volte no.

Parlando nello specifico di come gestisce le sue emozioni nell’essere una wrestler che vive il sogno anche di suo fratello, ha aggiunto:

Forse questo suonerà strano, ma in un certo senso mi sembra più difficile parlare della morte di Reid ora che mai. E penso che sia perché sto invecchiando, continuo a sperimentare le cose, continuo a vivere – e più continuo a fare tutto questo, più sono consapevole di come Reid non stia facendo lo stesso. E ci sono un sacco di emozioni difficili in allegato a tutto questo – emozioni impossibili per me da separare da come si è sviluppata la mia carriera nel wrestling. Ma quello che penso di aver capito, nel corso del tempo, è che onorare la memoria di una persona cara non significa avere le esperienze che non ha mai avuto. È amare la persona che era.

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