Non vi mentirò, il 2025 non è stato proprio il più semplice degli anni che ho vissuto, sia come essere umano che come fan del professional wrestling che come content creator, e sono arrivata alla fine molto stanca e anche molto irritata sotto certi punti di vista, però, per mia (e vostra) fortuna, quest’anno il wrestling femminile è stato un faro nel buio che ha illuminato la strada del business facendolo andare avanti quando invece quello maschile ha decisamente arrancato di più, tanto che, ve lo dico apertamente, ho ridotto il consumo di wrestling maschile, seguendo solo qualche notizia per tenermi informata, guardando alcuni video sui social e seguendo solo gli atleti che più mi interessano. Quindi eccomi qui, a parlarvi di ciò che secondo me ha funzionato nel wrestling femminile nel 2025, ma anche ciò che ha lasciato l’amaro in bocca e che può e deve essere migliorato.
Come gli anni scorsi, vi premetto che questa non sarà una classifica e cercherò di scrivere dei pensieri brevi ma completi, dato che comunque il materiale è tanto, fornendo principalmente il mio punto di vista su quelli che penso siano stati oggettivamente i momenti migliori e peggiori dell’anno e descrivendo quanto accaduto. In più, ometterò esperienze prettamente personali concentrandomi su quello che è accaduto nel wrestling di per sé, anche se voglio che sia chiaro che sono la persona più grata del mondo per ciò che sono riuscita a fare anche quest’anno con Donne Tra Le Corde (caspita, ho intervistato Mercedes Moné, volete anche che io sia ingrata?! Eh no), poiché grazie al vostro supporto questo progetto è cresciuto tantissimo, ancora.
Detto questo, spero possiate apprezzare anche voi i momenti che ho scelto, nel bene o nel male, e ovviamente siete liberi di farmi sapere quali sono i vostri, in un commento a questo articolo o sui social. Ricordatevi che tutto quello che leggete cerca di essere più oggettivo possibile anche se un po’ di soggettività c’è, ma sempre precisata, e che non è detto che una cosa che io vedo negativa voi non la possiate vedere positiva e viceversa, e che tutto quello che scrivo è sempre scritto con il cuore e non è volto ad avere preferenze o odio verso qualcuno perché io amo il wrestling femminile e se parlo di qualcosa che lo riguarda lo faccio perché ci tengo. Buona lettura!
ll meglio del 2025
Tanti ritorni importanti in WWE

L’anno scorso ci siamo lasciati con alcune atlete WWE assenti dalle scene da tempo o per infortunio o per un non rinnovo di contratto, e diciamo che un pochino i brividi della paura si sono manifestati quando c’è stato da capire il loro destino, ma per fortuna il 2025 ci ha dato una soddisfazione perché praticamente tutte quante sono tornate. In questo paragrafo vi parlerò di due categorie di ritorni, ma poi altri due saranno dedicati a due atlete in specifico.
Rinnovo contrattuale: qui ovviamente non posso non citare Becky Lynch e Alexa Bliss, con la prima che si era allontana dalla federazione di Stamford e non era più tornata dopo la scadenza del suo contratto nel maggio 2024, con moltissimi che addirittura la vedevano già in AEW (non io), mentre la seconda non era più tornata dopo esser diventata mamma della piccola Hendrix, e sembrava fosse ormai sulla strada verso Hollywood date le sue doti nella recitazione, ma poi ha firmato un rinnovo. Sono molto contenta di riaverle entrambe in WWE perché ormai sono due veterane e hanno dimostrato che la loro presenza è ancora un elemento prezioso per la crescita della divisione femminile, in particolare se parliamo della scena titolata perché Becky Lynch ha dato lustro al nuovo WWE Women’s Intercontinental Championship con una rivalità clamorosa con Lyra Valkyria e Bayley, mentre Alexa Bliss ha impreziosito i titoli di coppia femminili insieme ad una Charlotte Flair che con lei è rinata.
Ritorno dall’infortunio: e già che l’abbiamo appena nominata non posso che gioire del grande ritorno di Charlotte Flair dopo un anno assente per infortunio al ginocchio, ma non voglio dirvi di più perché a lei dedicherà un paragrafo a parte. Insieme a lei dall’infortunio sono anche tornate nel corso dell’anno Jade Cargill e Liv Morgan, la prima si era fermata a causa di un infortunio al collo e quando è tornata ha ripreso una storyline pazzesca con Naomi arrivando poi verso la fine dell’anno a conquistare il WWE Women’s Title; la seconda invece era rimasta fuori per infortunio alla spalla saltando purtroppo Evolution, cosa che ha scombinato diversi piani e mi ha anche fatta stare malissimo perché Liv si meritava di essere in quel PLE data l’importanza che si è guadagnata nella divisione femminile, anche se per fortuna ora è tornata e ha ripreso in mano il Judgment Day e sembra anche pronta a conquistare un titolo.
Il ritorno e la rinascita di Charlotte Flair

Continuiamo sulla scia dei ritorni e andiamo su Charlotte Flair, che come vi ho accennato poco sopra è tornata dopo un anno ferma a causa di un brutto infortunio al ginocchio, un anno in cui ha sofferto per tantissime cose. In primis ovviamente per questo problema fisico, perché come ha detto più volte lei non si è mai infortunata così gravemente, e per una stacanovista come The Queen è stato complicato non salire su un ring e non viaggiare con la WWE per così tanti mesi; e poi c’è da considerare, ma questo lo siamo venuti a scoprire solo più tardi, che nel frattempo ha anche attraversato il suo terzo divorzio dall’ex marito Andrade, e anche alcuni problemi di fertilità, con la lottatrice che ha parlato di tutto questo in un editoriale.
Ma tornando al suo rientro sulle scene, The Queen si è presentata alla Royal Rumble e ha vinto diventando la prima donna ad aver vinto due volte una Women’s Royal Rumble nella storia della WWE, e per quanto questo suo ritorno sia stato gestito malissimo, con alcune vignette che ce lo anticipavano senza lasciarci la sorpresa di una sua entrata nel match e con una rivalità pessima con Tiffany Stratton nella Road to WrestleMania 41 (ma ci arriveremo dopo), è innegabile che la gioia di rivederla sia stata tantissima, anche perché poi è rinata al fianco di Alexa Bliss con un tag team che ha conquistato i titoli di coppia e li ha elevati, tanto che ci siamo trovati davanti ad una svolta meravigliosa per la divisione femminile di coppia in WWE e anche per la stessa Charlotte Flair che finalmente è riuscita a connettere con il pubblico e ora tutti la amano. Ma non mi dite, chissà chi l’amava già prima e ha detto mille volte che in realtà è una worker e persona meravigliosa, chissà proprio chi lo ha detto… io.
Giustizia, finalmente, per i WWE Women’s Tag Team Titles

Proseguendo con il discorso, nel 2025 abbiamo finalmente rivisto, dopo tantissimi anni, una gestione molto apprezzata e positiva dei WWE Women’s Tag Team Titles: la federazione finalmente si è accorta del loro potenziale e soprattutto si è impegnata per costruire delle coppie che potessero sfidarsi in una categoria che ha visto il suo inesorabile declino dal COVID dopo che Vince McMahon aveva fatto piazza pulita di tag team, anche se c’è da dire che purtroppo anche Triple H, o per meglio dire TKO, qualche licenziamento non proprio carino lo ha fatto per la divisone di coppia femminile, ma anche di questo parlerò dopo. Lo so, vi faccio aspettare.
Negli scorsi anni abbiamo parlato anche di una maledizione legata a questi titoli, perché praticamente chiunque li vinceva si infortunava, come ad esempio Sonya Deville e Dakota Kai, ma finalmente anche quella maledizione sembra spezzata e sembra essere tornato il sereno sulle cinture da quando a vincerle sono state Bianca Belair e Jade Cargill, con Liv Morgan/Roxanne Perez e Raquel Rodriguez e Alexa Bliss e Charlotte Flair che hanno contribuito a portare avanti un’importante eredità con tali cinture alla vita, tant’è che chiudiamo l’anno affermando senza alcun problema che i WWE Women’s Tag Team Titles sono al momento i titoli più importanti e più contesi nella divisione femminile della federazione.
Se posso aggiungere poi, secondo me le CharLexa sono state le migliori campionesse di coppia in questo 2025 perché ci hanno regalato una bellissima storyline tra di loro, dei match favolosi tra il main roster e NXT e hanno proprio lasciato il segno cementificando ancora di più la loro eredità, e si vede che si sono anche divertite molto senza troppe pretese.
La divisione femminile AEW/ROH c’è

Non posso parlare della divisione femminile di coppia della WWE senza tirare in ballo anche quella della AEW che in questo 2025 è cresciuta tantissimo, con nuove coppie che si sono formate e altre che si sono confermate solide, tanto che Tony Khan si è finalmente deciso ad introdurre gli AEW Women’s Tag Team Titles attraverso un torneo vinto da Willow Nightingale e Harley Cameron.
Ma non sono qui per parlare solo delle coppie, perché in realtà tutta la divisione femminile della federazione di Jacksonville ha fatto un lavoro di crescita enorme, cosa che mi ha anche un po’ confermato ciò che era un mio sospetto l’anno scorso, ovvero che in realtà non serviva necessariamente Mercedes Moné per alzare il livello, ma semplicemente una miglior gestione di tutte le fantastiche atlete che già c’erano e che sono arrivate.
Clamorosa per me l’ascesa di Megan Bayne che finalmente è arrivata in pianta stabile dopo mesi di discussioni sul suo status contrattuale, ma anche l’ottima gestione di Thekla, o di una Harley Cameron che, nel suo essere comedy, sulla scia di Chelsea Green, ha fatto un grandissimo lavoro nello sviluppare i suoi punti di forza e arginare le sue debolezze, lavoro che non tutte sono riuscite a fare quest’anno in generale anche in altre promotion.
Inoltre, per buona parte del 2025 Toni Storm e Mariah May si sono portate sulle spalle la federazione, tra donne e uomini, con la loro fantastica rivalità, con la neozelandese che si è confermata ancora una volta come una delle migliori, mentre l’inglese si è fatta notare dalla WWE dove è poi approdata. Mercedes Moné ovviamente ha proseguito con la sua storyline della super titolata, anche se devo dire che l’ho percepita poco in AEW dati i suoi continui viaggi nelle indies, ma il suo lavoro lo ha fatto bene.
Poi vabbè, cosa volete che vi dica su Kris Statlander? Per me uno dei migliori talenti in circolazione da anni, finalmente è riuscita a vincere l’AEW Women’s World Title e per ora il suo regno mi sta piacendo tantissimo. Ha avuto un periodo pessimo quando ha perso il TBS Title con quel turn heel insensato durato pochissimo, per poi perdersi nel buco nero del team creativo che non ha saputo valorizzarla per mesi, salvo poi farla rinascere come una fenice dalle sue ceneri quando si è scontrata con Mercedes Moné arrivando in seguito al titolo massimo. Merita tantissimo e spero che la AEW non faccia l’errore di toglierle il titolo tanto presto, si merita qualche mese di regno.
Se poi vogliamo passare alla ROH, sempre di Tony Khan, visto che comunque le due divisioni femminili sono collegate, che dire di Athena che è arrivata a tre anni con il titolo? Ho letto che qualcuno ha definito questo suo regno vuoto, e non sono d’accordo, anche se in parte posso capire perché sia stato percepito così. Purtroppo Athena è apparsa e scomparsa diverse volte, e la gestione della federazione non è stata delle migliori quest’anno per le donne perché spesso avevano solo un match insignificante in card, però le volte in cui la Fallen Goddess si è presentata sono stati sempre momenti importanti. Mi dispiace solo che non abbiano premuto il grilletto prima sulla rivalità con Billie Starkz che secondo me rimane colei che deve detronizzarla a tutti i costi, ma per come si stanno evolvendo ora le cose, secondo me sarà ancora più interessante quando la sua allieva gliela toglierà, e penso che sarà proprio Athena poi a togliere il TBS Title alla CEO.
I miei complimenti vanno anche a Queen Aminata, che ora purtroppo è ferma per problemi al collo, perché è cresciuta tantissimo in questo 2025 e ha dimostrato di poter fare tanto in ROH ma soprattutto in AEW. E cito anche Deonna Purrazzo che finalmente è riuscita a fare qualcosa di concreto portandosi a casa il nuovo ROH Women’s Pure Title.
Le nuove introduzioni titolate e non in AEW/ROH

Rimango sullo stesso argomenti perché mi collego bene con il discorso appena fatto sulla crescita della divisione femminile AEW/ROH perché, proprio grazie ai progressi fatti e all’impegno delle ragazze, Tony Khan ha introdotto dei nuovi titoli nelle sue due federazioni e ha anche finalmente lanciato il Blood & Guts femminile.
Partendo dai titoli, l’introduzione degli AEW Women’s Tag Team Titles e quella del ROH Women’s Pure Title è stata importante perché, nel caso dei primi, servivano dei titoli di coppia perché ormai i tag team erano diventati tanti e, soprattutto intorno alle coppie, come accaduto in WWE, si era creato più interesse rispetto che alla scena in singolo che tra l’altro, e qui vi anticipo anche una cosa del peggio dell’anno, ha perso alcuni elementi importanti, soprattutto uno. Nel caso del titolo della Ring Of Honor invece, io onestamente avrei preferito ci fosse questo fin dall’inizio rispetto al TV Title che secondo me ha poco senso, contando anche che la federazione neanche ci va in TV, mentre quello Pure riprende proprio una caratteristica della ROH, e sono anche contenta che a vincerlo sia stata Deonna Purrazzo che incarna perfettamente la “mission” di tale cintura.
Ma se posso, per me l’introduzione più importante quest’anno è stata quella del Women’s Blood & Guts Match, e so che qualcuno avrà da ridire perché non è paragonabile l’importanza di un titolo a quella di un match a stipulazione, ma la verità è che invece secondo me il match specifico dà un segnale più forte di uguaglianza. Mi spiego meglio: se comunque di titoli femminili ce ne sono in circolazione in una federazione, seppur a volte non ci sia la controparte femminile di un titolo maschile secondario perché in certi casi non si ha il roster o le giuste storyline, quando c’è un match a stipulazione speciale maschile e non c’è la controparte femminile per me è una grave mancanza perché non ha senso, alla fine troverai sempre un tot di donne che possono farlo. Magari una Royal Rumble non sempre è possibile perché 30 donne sono tante, però come nel caso del B&G le donne le puoi trovare e quest’anno, come già detto, quelle AEW sono state fantastiche e finalmente con un roster così ampio e ben costruito era giusto farlo. Ora rimane il sogno del Continental Classic femminile, chissà…
Joshi e Luchadoras sul tetto del mondo

In questo editoriale non voglio però solo parlarvi dei grandi successi in territorio statunitense per le donne, perché in realtà penso sia fondamentale elogiare anche ciò che si è fatto in Giappone e in Messico.
So che molti di voi non seguono il Joshi o la Lucha Libre, è normale, un po’ perché la reperibilità è quella che è, anche se negli ultimi anni già è migliorata grazie a diverse piattaforme streaming e a YouTube, un po’ perché nessuno di noi ha così tanto tempo nella vita, le giornate da 48 ore ancora la natura non ce le ha concesse (per fortuna a volte), però posso assicurarvi che ciò che hanno fatto le atlete nipponiche e quelle messicane, o sud americane, è qualcosa di straordinario.
Se l’hanno scorso ho parlato di declino per la STARDOM, quest’anno un po’ di rinascita c’è stata, specialmente per alcune atlete nello specifico come Starlight Kid o la fantastica Saya Kamitani che dal suo turn heel non ci ha guadagnato, di più! Infatti la crescita e lo sviluppo delle atlete in STARDOM ha influito tanto anche sul prodotto NJPW quest’anno, con le due realtà che continuano il loro percorso come sorelle attirando l’attenzione di tutto il mondo, tanto che se non lotti per una delle due sei quasi un incapace (l’ho esasperata però diciamo che è bello andare a lottare lì). Ma anche la AEW ci ha guadagnato tanto, ad esempio con il passaggio di Mina Shirakawa da una realtà all’altra.
È rimasta invece un po’ più sulle sue la Marigold che in questo 2025 non ha fatto particolarmente parlare di sé, complice anche un regno anonimo di Utami Hayashishita con la Red Belt, ma che a tratti comunque ci ha saputo emozionare, come quando ha coinvolto Sareee, per me una delle migliori al mondo attualmente, oppure quando è riuscita a far tornare IYO SKY per uno scontro epico con Mayu Iwatani, MVP assoluta della federazione probabilmente. E vi dirò, anche se da un certo punto di vista è stata una cosa un po’ negativa, a me ha intrigato tanto lo scandalo di Bozilla che sembrava legatissima alla realtà di Rossy Ogawa e invece poi se n’è andata in STARDOM.
Passando invece al Messico, non si può non parlare dei riflettori che sono stati puntati su CMLL e AAA, e il merito va indubbiamente a AEW e WWE con le loro partnership con le due realtà. Sono molto contenta di questi sviluppi per la Lucha Libre femminile perché ci sono tantissime atlete che meritano di essere viste anche da un pubblico più mainstream, come successo a Stephanie Vaquer. Ad esempio Persephone è assolutamente da tenere d’occhio, chiara erede proprio della Primera da quando se n’è andata in WWE. Ma il suo è solo uno dei tanti nomi che abbiamo visto apparire spesso tra AEW e WWE, le stesse federazioni che tra l’altro ci hanno guadagnato a loro volto perché ad esempio se vogliamo fare un esempio della AAA, Lola Vice è cresciuta molto nel 2025 come worker proprio grazie al fatto che la WWE l’ha scelta per rappresentarla praticamente ad ogni show della federazione messicana.
Aggiungi qualche posto a tavola in TNA

Allora, questo paragrafo ero indecisa se metterlo o no perché vi dirò, quest’anno la divisione Knockouts secondo me non è andata alla grande, ma approfondirò questo discorso tra poco, però volevo comunque sottolineare che certe aggiunte alla divisione femminile TNA sono state comunque positive visto che qualcuno se n’è andato e si rischiava di avere poche atlete.
Mi fa piacere vedere in pianta stabile Dani Luna, Lei Ying Lee, M By Elegance e tutte le altre che sono arrivate. Sia chiaro, non sto dicendo che io sia proprio fan di tutte le aggiunte che sono state fatte tra il 2024 e il 2025 e che sono state confermate nel corso del tempo (qualcuno ha detto Tessa Blanchard?), però almeno abbiamo rimpinguato un po’ un roster che rischiava di collassare.
In più mi permetto anche di parlare di altre aggiunte, anche in un’altra occasione, perché quest’anno la TNA Hall Of Fame è stata dedicata tutta alla divisione Knockouts con l’inserimento di Mickie James e delle Beautiful People, tre figure importantissime per la crescita del wrestling femminile nel corso degli anni.
Natalya si reinventa come Nattie Neidhart

Se dico “godo” può andare? No ma sul serio, godo tantissimo! Mi spiego, io non avevo assolutamente nulla contro il personaggio di prima di Natalya, ma dopo così tanti anni in WWE e a fare sempre la stessa cosa, questo cambiamento ci voleva, e che cambiamento. Infatti Natalya è diventata Nattie Neidhart, più dura, più cruda, più meschina, più cattiva, una macchina da guerra che si è fatta il giro delle indies impartendo lezioni, e quando dico ciò intendo che non solo ha devastato le sue avversarie, nella vittoria e nella sconfitta, ma le ha aiutate a crescere, perché sì, anche se ora non è più la Natalya rosa di prima, rimane una veterana straordinaria che sfrutta qualsiasi occasione per insegnare un po’ di vero wrestling a chiunque, e questo le fa tanto onore.
In questa fine del 2025 abbiamo avuto un assaggio di Nattie anche in WWE collegata alla sua allieva Maxxine Dupri, e chissà che non possa arrivare anche per conto suo al 100% con questo nuovo personaggio e finire la sua carriera a Stamford in modo impeccabile, magari anche con la vittoria di un titolo secondario.
E piccola menzione onorevole al fatto che ha pubblicato anche la sua autobiografia quest’anno che spero di poter leggere al più presto anche per farci una recensione. Scusate, ma ormai lo sapete che io a leggere sono lentissima!
Il turn heel di Naomi

Non potevo non fare questo editoriale senza inserirci una delle mie cose preferite in assoluto di questo 2025: il turn heel di Naomi. Anche qui la goduria è alle stelle perché in Italia quasi nessuno la sopporta, mentre negli US è amatissima, mentre io l’ho sempre sostenuta, e spero tanto che chi l’ha criticata per tanti anni si sia finalmente ricreduto quest’anno su di lei.
Ne avevo già parlato, ma ribadisco che il suo addio in WWE nel 2022 con conseguente approdo in TNA con la vittoria del Knockouts Title, sia stata la scelta migliore per lei e la sua carriera, e vi dirò di più, forse sembra assurdo ma ha giovato più a lei che a Mercedes Moné questo addio. Naomi, o per meglio dire Trinity, ha fatto un percorso straordinario in TNA che l’ha portata non solo a crescere sul ring, ma anche a migliorarsi come worker in generale, per poi tornare a casa in WWE e fare un lavoro straordinario, prima al fianco di Bianca Belair e Jade Cargill, poi come nemica di quest’ultima e poi come vincitrice del MITB e del WWE Women’s World Title, con l’incasso per me più bello nella storia del wrestling femminile e uno dei più belli in generale, al termine di uno show di cui poi parleremo in modo approfondito, Evolution.
Il diventare cattiva ha elevato il suo status tantissimo e tutta la sua gestione nel 2025 è stata forse una delle migliori sotto il regime di Triple H che come sappiamo quest’anno non ha di certo brillato come booker. Mi dispiace solo che non abbiamo potuto vedere di più di questa nuova Naomi, però sono felicissima che finalmente abbia la possibilità di diventare madre come ha sempre voluto e non ha mai potuto per via di alcuni problemi di salute, e chissà che un giorno non si esibirà di fronte a suo figlio con la stessa ritrovata energia con cui si è esibita davanti a noi in questo 2025.
AJ Lee torna in WWE

E per una wrestler che va in pausa, una wrestler torna, e che ritorno è stato! Perché sì, ormai nessuno ci sperava più, ma AJ Lee è tornata in WWE e ha firmato un contratto con la federazione, lasciando il segno con un paio di sconfitte ai danni di Becky Lynch che continua a non averla tanto in simpatia.
Anche se per adesso la gestione discontinua non mi sta facendo impazzire, con la Crazy Chick che appare e scompare in base alle esigenze, ma lo capisco anche perché secondo me con i suoi problemi fisici non è il caso di farla sforzare troppo, il suo ritorno è innegabilmente forse il più importante per il wrestling femminile nella storia della WWE, se non anche in generale forse insieme a quello del marito CM Punk perché entrambi molto inaspettati e improbabili.
Io come sapete non l’ho vissuta quando era in attività perché in quel periodo avevo smesso già da tempo di seguire la disciplina, però ovviamente riconosco la sua importanza e la rispetto tantissimo come persona, per i messaggi importanti che condivide senza tirarsi indietro, e come lottatrice, specialmente al microfono trovo che sia una delle migliori e mi piace molto ascoltarla fare i promo, rimango sempre incantata.
Comunque sono l’unica che ogni tanto pensa che se la AEW non avesse fatto casini con CM Punk si sarebbe presa l’onore di un ritorno di AJ Lee? Pensate una AJ Lee che torna dopo anche il marito al wrestling e lo fa per Tony Khan e magari, dati appunto i suoi problemi fisici, rimane ad aiutare backstage? Sarebbe venuta fuori una roba assurda, clamorosa e storica.
Mercedes Moné e la sua avventura in Italia

Sarebbe veramente assurdo non citare nel meglio del 2025 il ritorno di Mercedes Moné in Italia dopo tantissimi anni, perché l’ultima volta era venuta con la WWE e si chiamata ancora Sasha Banks (bei tempi, almeno per me). Il tutto è stato possibile grazie a Bestya Wrestling che si è organizzata per farla scontrare con la nostra Queen Maya con il titolo della federazione in palio, e la CEO si è mostrata davvero tanto entusiasta di tornare nello Stivale per esibirsi. Il match è stato molto bello, l’atmosfera elettrizzante e indubbiamente il segno che ha lasciato questa sfida indelebile, stiamo pur sempre parlando di una delle donne che più ha fatto la storia nella disciplina, main eventer di WrestleMania.
Poi lo so che questo articolo non contiene i miei momenti personali dell’anno legati al wrestling femminile, però fatemi dire che è stato un immenso onore essere l’unico media ad avere la possibilità di intervistarla in Italia, un’esperienza importantissima per me non solo in quanto content creator di wrestling femminile o semplice fan, ma in qualità di fan sfegatata che ha fondato questo progetto grazie a lei e alle altre tre Four Horsewomen. Brividini di gioia se ci ripenso.
Becky Lynch e la sua heel persona

Questo paragrafo è uno di quelli che sto aggiungendo per ultimi perché è nata un’interessante discussione con voi ragazzi che mi ha fatto venire voglia di inserirlo. Del ritorno di Becky Lynch in WWE ne ho già parlato brevemente all’inizio, ma credo sia importante tornarci sopra specialmente per parlare del percorso che ha fatto con il suo personaggio da heel.
Chi mi segue da tanto tempo ormai lo sa che io The Man in versione cattiva non riesco a reggerla perché la trovo veramente tanto fastidiosa, e questo è un bene perché significa che sta facendo egregiamente il suo lavoro, e ha molto valore la cosa specialmente detta da una super fan come me che ha giurato nel 2019 che non avrebbe mai voltato le spalle alle Four Horsewomen. In più non ho gradito la sua run del 2022 perché l’hanno gestita come una heel codarda, che è il tipo di heel che io odio di più, ma nelle giuste circostanze posso anche tollerarlo, solo che il problema con Becky è che aveva zero senso farla essere così da cattiva perché da face era una badass assurda, quindi non mi tornava il discorso.
Arrivando al 2025 vi dico chiaramente che io non la sto tifando e non riesco a tifarla perché ripeto che mi dà molto fastidio con i suoi atteggiamenti, li trovo esagerati, ma sapete vero che il punto è proprio quello? The Man infatti sta interpretando Donald Trump alla perfezione, altra persona che chiaramente non reggo e non reggerò mai, che non rispecchia chi sono o chi gradisco avere intorno, esattamente come Becky Lynch in questo momento, perché se potessi metterla su un razzo spaziale senza telefono e spararla su Marte lo farei. Non voglio più vedere quei suoi sfoghi SCRITTI IN CAPS LOCK COME SE MI URLASSE CONTRO SANTO CIELO! Ma insomma, escluso questo, il punto è proprio che è talmente tanto irritante che nessuno la sopporta e le rivalità che si vanno a creare, con lei che molto spesso esce sconfitta dai conflitti, servono proprio ad aggiungere strati su un personaggio che può solo che migliorare finché non imploderà e le scoppierà in faccia, perché la metafora è proprio quella.
Se poi vogliamo parlare delle critiche mosse per la sua rivalità contro Maxxine Dupri e per il fatto che le prende da un’atleta che chiaramente non è una cima nel wrestling ma si impegna tantissimo, fatemi dire che se non vi è chiaro che è quello che vuole The Man, allora o non siete abbastanza attenti a quello che avete davanti al naso quando guardate gli show, o non conoscete Becky Lynch, o il wrestling non fa per voi, e quest’ultima opzione preferirei non considerarla perché è la più estrema. Becky Lynch sono anni ormai che cerca di aiutare atlete messe più in secondo piano o che hanno bisogno di un push, sono almeno due anni che cerca di creare uno spazio per Maxxine, l’ha anche motivata quando ancora era face, quindi non è che se a voi Maxxine non piace, allora deve finire nel dimenticatoio. Anche perché, breaking news per niente breaking, il titolo che le due si stanno contendendo è un titolo secondario creato appositamente per atlete come la bionda e non per atlete come l’irlandese che dovrebbe stare sulla scena dei titoli massimi, anche se io sono molto a favore di avere una come lei ogni tanto per dare un boost al titolo, ma poi sia quello IC che quello US devono stare nel low-mid carding perché sono nati per quello. Qualche sconfitta sul suo curriculum non abbasserà lo status di The Man finché contribuirà a permetterle di diventare sempre più grande come personaggio, come atleta e come mentore.
La bontà di Bayley con il suo seminario

Ormai lo dico da un paio d’anni, ma le Four Horsewomen si stanno avvicinando verso la fine della loro carriera e per questo stanno dando tantissimo alle future generazioni tra storyline in tv e allenamenti esterni, e soprattutto Bayley si sta dedicando tanto a questa cosa e lo ha fatto soprattutto a dicembre quando ha organizzato un seminario gratuito ad Orlando per una cerchia ristretta e selezionata da lei di atlete delle indies, sì, solo donne, ed è stato un successone.
Il seminario era aperto a tutte le wrestler del mondo, con la Role Model che ha precisato fosse tutto a sue spese tranne il viaggio, e la sua email si è bloccata totalmente dalle tante richieste di partecipazione che ha ricevuto. È stato davvero emozionante vedere poi tutte quelle wrestler così diverse tra loro ma desiderose di raggiungere lo stesso obiettivo seguite non solo da Bayley, ma anche da altre Superstar WWE come Charlotte Flair, Natalya, Lyra Valkyria, Bianca Belair, Rhea Ripley e anche John Cena, perché sì, Bayley ha fatto il colpaccio coinvolgendolo, anche grazie al fatto che lui stesso si è offerto e questo gli fa molto onore.
Posso commentare poco ovviamente lo sviluppo interno del seminario perché non ero presente (avrei venduto l’anima al diavolo per esserci), però a giudicare dai commenti di Bayley, delle wrestler e delle Superstar che vi hanno preso parte, dire che sono stati tre giorni intensi ma bellissimi e questo mi fa tanto piacere. Creare un “safe space” dove delle giovani lottatrici possono allenarsi e prepararsi a grandi cose nel futuro della loro carriera non è assolutamente una cosa da sottovalutare, contando che spesso situazioni simili diventano anche spiacevoli, lo sappiamo bene con le tantissime accuse di molestie da parte di coach o colleghi uomini. Quindi un applauso enorme va a Bayley e a tutti i coinvolti, e attenzione perché non sarà una tantum, ma questo progetto è molto serio e proseguirà.
Le performance di IYO SKY

Di grandi atlete in WWE ce ne sono, lo sappiamo, ma IYO SKY quest’anno si è superata. Per me i due match femminili più belli dell’anno sono, non casualmente, due match dove ha lottato lei, ovvero il Triple Threat di WrestleMania 41 per il WWE Women’s World Championship con anche Bianca Belair e Rhea Ripley, e il suo scontro per lo stesso titolo contro Rhea Ripley a Evolution, diventato poi anche quello un match a tre con Naomi che ha incassato la valigetta. Poi vabbè, in generale in altri match ha fatto delle prestazioni magistrali, non solo in PLE, ma anche durante scontri settimanali classici che con lei sono diventati dei veri e proprio capolavori. Il ring è la tela bianca su cui lei crea l’opera d’arte grazie alle sue mosse e allo storytelling che racconta con esse.
Menzione d’onore anche alla nascita del tag team delle Rhiyo con Rhea Ripley perché sono fantastiche insieme, le amo troppo.
Concludo con il dire che IYO SKY in questo momento è la lottatrice donna migliore al mondo, ma forse anche la lottatrice migliore tra uomini e donne in generale, è proprio grandiosa. So che il booking non sempre l’ha favorita, specialmente quando era campionessa, ma santo cielo sarebbe da scemi non riconoscere che lei comunque sul quadrato ha sempre cercato di dare il meglio di sé è c’è riuscita. Sarebbe capace di far fare un bel match anche alla più scarsa tra le incapaci.
Evolution è tornato

L’ho lasciato per ultimo, ma non per importanza, bensì proprio perché per me è stata la cosa più bella e importante di quest’anno: Evolution è tornato e io non potrei essere più felice e soddisfatta di così.
Sia chiaro, la premessa non è che fosse delle migliori perché purtroppo la costruzione è stata abbastanza pessima, non giriamoci intorno, e arrivata all’evento non sapevo cosa aspettarmi, non tanto per qualità in-ring, ma per storyline, perché sulla carta i match erano anche molto validi, le partecipanti erano innegabilmente wrestler capaci, però sapevo già che se fosse stato un fallimento, la colpa non sarebbe ricaduta sulla WWE e Triple H, ma sulle ragazze, anche perché per settimane si è parlato del fatto che il suo posizionamento in un weekend intenso tra ROH Supercard Of Honor, WWE NXT Great American Bash, AEW All In e pure il concerto di Beyoncé nella stessa città del PLE, fosse stato studiato appositamente per farlo fallire per poi dire che il wrestling femminile non vende, non attira e non interessa, e invece è andato tutto alla grande.
Di come ho vissuto quella settimana in preparazione ad Evolution vi ho parlato ampiamente in un editoriale dedicato che vi invito a recuperare così non mi ripeto molto, ma posso semplicemente dirvi che io davvero mi sono molto emozionata per tutto quello che è accaduto, perché non potevamo chiedere un evento migliore di così. Mentre nella prima edizione di Evolution secondo me c’era stato un netto distacco tra alcuni match a livello di qualità, qui sono stati tutti veramente molto belli, con solo alcune piccolezze a farmene preferire uno piuttosto di un altro, ma credetemi che se dovessi fare una classifica avrei un po’ di difficoltà. Sicuramente posso dirvi che i miei match preferiti sono stati l’opener, ovvero il Triple Threat valido per il WWE Women’s Intercontinental Championship tra Becky Lynch, Lyra Valkyria e Bayley, una prova tecnica straordinaria e un ottimo storytelling, e ovviamente il main event con quello scontro spettacolare tra Rhea Ripley e IYO SKY per il WWE Women’s World Championship con l’incasso perfetto di Naomi del MITB con sua vittoria titolata.
Io, come sapete, sono molto dell’idea che non serva un PLE tutto al femminile, che semplicemente ci sia la necessità di bilanciare tra show settimanali e PLE/PPV il tempo sullo schermo e la qualità di storyline tra divisione femminile e divisione maschile, perché quella è la vera parità, ma è anche vero che se ogni tanto si fa uno show come Evolution, magari ogni 5 anni, per mettere un po’ più sotto i riflettori le donne e far vedere la qualità elevatissima della divisione femminile, io sono più che felice della cosa.
E qui lo dico e non lo nego neanche sotto tortura, penso che Evolution sia il PLE più bello del 2025 della WWE, e chi non lo ammette ha solo paura di dare un po’ di credits al lavoro delle donne.
ll peggio del 2025
Licenziamenti in WWE e TNA

Quest’anno la WWE è in buona, anzi cattiva, compagnia per quanto riguarda il mio bel rimprovero annuale sui licenziamenti, perché in realtà anche la TNA ne ha fatto uno clamoroso.
Parto con il dire che secondo me il licenziamento più grave dell’anno lo ha messo in atto la TNA quando ha lasciato andare Gail Kim, che secondo me, insieme a Scott D’Amore, è stato uno dei motivi per cui la divisione Knockouts è andata così alla grande negli ultimi anni, tornando un po’ alla gloria del periodo in cui lei stessa ha contribuito a fare una rivoluzione per il wrestling femminile quando ancora lottava. E infatti da quando lei se n’è andata ho visto un calo qualitativo importante per le donne in TNA, ma ne riparlerò.
Per quanto riguarda la WWE, una tirata di orecchie è d’obbligo perché praticamente ha distrutto completamente la divisione femminile di coppia per un bel po’ di tempo. Sonya Deville, Blair Davenport, Shayna Baszler, Kaiden Carter, Kacy Catanzaro e Isla Dawn sono i nomi di coloro che potevano avere un diverso destino in WWE e invece sono state lasciate andare. In particolare loro potevano dare tanto alla divisione femminile di coppia. Blair Davenport avrebbe dovuto essere una del Secret HERvice di Chelsea Green, e io ce l’avrei vista benissimo al fianco di Piper Niven, mentre Alba Fyre se ne poteva tranquillamente stare insieme a Isla Dawn visto che erano anche diventate campionesse di coppia. Sonya Deville e Shayna Baszler invece le avrei tenute insieme come coppia più MMA, togliendo però Zoey Stark che secondo me con loro due non c’entrava nulla, e ce la si poteva giocare nel midcarding da sola. E poi vabbè, un discorso simile a quello di Isla e Alba è applicabile anche a Kaiden Carter e Kacy Catanzaro, che erano una coppia già ben consolidata da NXT.
E poi permettetemi di dire che ho odiato il licenziamento di Dakota Kai, completamente insensato considerando che era una delle papabili come vincitrice del titolo Intercontinentale e che poteva continuare tranquillamente rimanere con le Damage CTRL almeno per un altro pochino. Una come lei nel midcarding era fondamentale, e invece niente da fare. E mi dispiace anche un sacco per Carmella, più che altro perché l’hanno lasciata a casa mentre stava affrontando dei problemi fisici, ma posso dire che lei l’ho capita di più? Più che altro perché non sembra stia guarendo visto che non ha lottato da nessuna parte prima di rimanere di nuovo incinta, quindi capisco che non è che la WWE possa mantenerla se lei dopo un po’ non torna.
La scomparsa dell’NWA dai radar

Mi duole tanto dirlo, ma già la situazione delle donne in NWA non è mai stata delle migliori nell’Era Moderna, ma in questo 2025 tutto è peggiorato e la colpa è della federazione stessa che ha fatto tanti errori di valutazione specialmente con gli accordi televisivi, tanto che proprio tutta la National Wrestling Alliance in realtà non è che sia stata proprio sulla bocca di tutti, anzi, è scomparsa in un buco nero anche quando ci sono stati degli show importanti.
Purtroppo l’NWA World Women’s Championship non ha brillato alla vita della giovane Kenzie Paige che lo ha tenuto per 720 giorni dopo averlo portato via a Kamille, solo il match contro Nattie Neidhart ha attirato un po’ l’attenzione, poi basta, e ora con Natalia Markova come campionessa non si capisce che fine abbia fatto. Mentre gli NWA World Women’s Tag Team Championships ho scoperto solo scrivendo questo articolo che sono vacanti da settembre 2025, cioè capite la gravità della cosa? Nemmeno io sapevo che fossero vacanti. L’unico titolo che ho visto un po’ più difeso è stato l’NWA World Women’s Television Championship, ma poca roba.
Insomma, Billie Corgan non ha fatto proprio un ottimo lavoro con la sua federazione, e in particolare la divisione femminile non è mai stata trattata benissimo, cosa che ho anche criticato nel mio editoriale dove personaggi della NWA millantavano non ci fosse abbastanza qualità nel wrestling femminile. Mickie James aveva provato a farglielo capire con EmPowerrr, ma qualcuno ha fatto orecchie da mercante.
…e anche di Britt Baker in AEW

E se vogliamo rimanere in tema “scomparse”, diciamo che non è stato proprio carino vedere la brutta fine che ha fatto Britt Baker in AEW. Quando la DMD era tornata dopo alcuni problemi di salute anche abbastanza importanti, ricordo che c’era molta felicità nell’aria perché, anche se non è la più brillante delle performer, il suo personaggio è davvero molto interessante e ha funzionato tanto come AEW Women’s World Champion anche al fianco di Rebel (a cui mando un grosso abbraccio perché sta passando un momento veramente tosto a livello di salute) e Jamie Hayter. Purtroppo però, come sappiamo bene, la rivalità con Mercedes Moné è stata veramente terribile, tra promo tragicomici e un match che forse era meglio se quel giorno una fosse andata ad otturare una carie e l’altra a sorseggiare un cocktail con Beast Mortos su una spiaggia messicana (non so se stessero già insieme ma facciamo finta di sì). Da lì il nulla cosmico.
La cosa che forse fa più storcere il naso è che, secondo la mia visione da fan, Tony Khan ha proprio preso il giocattolino vecchio, lo ha buttato e lo ha sostituito con quello nuovo. Quando è arrivata Mercedes Moné è diventato chiaro come non ci fosse più spazio per Britt Baker al top della divisione femminile, e mi dispiace perché, come si è sottolineato anche durante la loro rivalità, lei è stata la prima donna a firmare con la federazione, colei che volendo poteva stare tra i Pillars della AEW, e invece è stata presa ed esclusa, e se le cose che erano venute fuori sui suoi problemi con MJF e fidanzata fossero vere, penso che siano un chiaro segnale di delusione e rabbia verso una società che le ha voltato le spalle preferendo la CEO, che secondo me sotto sotto, ma forse anche sopra sopra, con lei aveva dei problemi reali backstage, perché per come si sono ritrovate a battagliare al microfono e sul ring secondo me non scorre buon sangue, ma, impressione totalmente mia personale. Per come l’ho percepita io la DMD probabilmente non ha gradito il trattamento da regina riservato alla nuova collega, che come sappiamo ha il suo camerino ed è stata messa fortemente su un piedistallo da Tony Khan, come già detto, lo stesso Khan che quando gli vengono fatte domande su di Britt snocciola le solite minchiate: “La rispetto molto. Ho adorato lavorare con lei,” così si pulisce la coscienza e amen.
E per chi spesso mi chiede: “Ma secondo te c’è una possibilità di vederla in WWE?”, io non posso che rispondere sempre che certo, anzi, è più probabile vedere Britt Baker andare in WWE che rinnovare con la AEW, ma il mio consiglio, umile umile, è che forse è meglio se continua a fare la dentista, tanto guadagna lo stesso bene, anzi, forse anche di più, tanto ormai il mondo del wrestling è sempre più corrotto, e mi si spezza il cuore a dirlo.
Il booking WWE

Questo punto della lista del peggio penso possa mettere d’accordo tutti. Il booking delle donne in WWE nel 2025 è stato davvero tanto discutibile, in modo particolare di alcune atlete e di alcuni titoli. Ovviamente sia chiaro, non sempre può andare tutto bene perché ci sta che ci sia un periodo in cui qualcuno viene messo un po’ di parte e un titolo subisce uno stop a livello creativo, ma è indubbio che la WWE nel 2025 ha avuto un declino allucinante a livello creativo, ma semplicemente perché TKO si è concentrata tanto sul creare momenti virali senza cucirci una storia decente intorno.
Comunque sia, nello specifico, come brutta gestione delle cose mi vengono in mente atlete come Giulia e Stephanie Vaquer, e so già che qualcuno avrà da ridire leggendo il nome della cilena, però io la metto alla pari con la nipponica come promozioni troppo affrettate da NXT al main roster con un booking non esattamente ideale come campionesse a NXT, con vittorie e sconfitte insensate e regni troppo veloci. Sì è vero, Stephanie almeno nel main roster qualcosina in più ha fatto, anche se il suo regno come WWE Women’s World Champ non sta andando proprio alla grande, ma Giulia proprio una tragedia; il pubblico non reagisce quando entra, quando lotta e quando vince, il suo regno come Women’s US Champ è stato un disastro, l’accoppiata con Kiana James non sta funzionando… insomma, la Giulia della STARDOM e Marigold è ben lontana.
Oppure vogliamo parlare di Bayley? Il 2024 era iniziato così bene con la sua vittoria della Royal Rumble e una rivalità con le Damange CTRL che prometteva benissimo, e la WWE ha rovinato tutto gestendola malissimo dopo la vittoria titolata a WrestleMania contro IYO SKY, con una stroryline pessima con la sua ex stable, un regno marcio da campionessa, tante sconfitte, tante esclusioni da show importanti come WrestleMania 41, salvo poi farla un pochino riprendere con la rivalità con Becky Lynch e Lyra Valkyria, trasformatasi poi in alleanza con quest’ultima che però io considero ancora un work in progress dato anche il personaggio cambia personalità alla Mick Foley ancora poco esplorato.
Se ci spostiamo invece a NXT, non ho molto gradito la gestione della nuova arrivata Blake Monroe, ma neanche di quella che per tanto tempo è stata la sua rivale, ovvero Jordynne Grace. Nel caso della prima semplicemente era già da titolo mondiale, non secondario, e il modo in cui in maniera sbrigativa si sono dimenticati del suo odio per le Fatal Influence e del suo puntare all’NXT Women’s Title per farla diventare heel e così dal giorno alla notte mandarla per il titolo North American è da denuncia. Se parliamo invece dell’ex TNA, troppe sconfitte, poche rivalità decisive per creare un “mostro” distruttore da mandare nel main roster al più presto, perché lì appartiene una come Jordynne Grace.
Arrivando invece alla gestione dei veri e propri titoli, come già accennato non ho gradito a NXT tutti quei passaggi rapidi di campionesse per entrambe le cinture con Giulia, Stephanie, Jacy Jayne e Tatum Paxley coinvolte. Tutto troppo affrettato, tutto troppo improvvisato e senza un po’ di pensiero logico dietro. Specialmente tutta la gestione di Jacy Jayne è da manicomio, nel senso che mi ci mandano a me. Vince sempre perché qualche alleata delle sue avversarie turna sull’amica, non perché ha il resto delle Fatal Influence ad aiutarla, che sarebbe una cosa in linea con il suo personaggio heel seppur trita e ritrita, e poi la vittoria su Stephanie Vaquer incommentabile, perché capisco che si volesse promuovere la cilena, ma prima almeno costruite storyline solide per allontanarla, tanto mese più o mese meno non fa la differenza, specialmente dopo WrestleMania.
Nel main roster invece salvo la gestione del WWE Women’s Title vittima solo di alcune fortunate e sfortunate coincidenze, ma tutto sommato fino a Naomi c’eravamo anche abbastanza, forse avrei fatto qualche difesa in più per IYO SKY ecco, e il WWE Women’s Intercontinental Title perché Becky Lynch specialmente ha fatto un lavoro straordinario nell’elevarlo, come già detto. Però il peggio secondo me lo hanno dato con il WWE Women’s Title e il WWE Women’s United States Title. Nel caso del primo, io l’avevo detto di non darlo a Tiffany Stratton, ma mi ascolta mai qualcuno? No ovviamente. Non era pronta e lo ha dimostrato con la rivalità contro Charlotte Flair (ci arriveremo lo so che lo state aspettando il mio sfogo). Poi ha passato mesi ad andare sempre contro le solite persone, specialmente contro Nia Jax e Jade Cargill che finalmente le ha tolto la cintura da heel meravigliosa qual è. Mentre il secondo cosa posso dire? Da quando Chelsea Green lo ha perso è stato tutto un crescendo di letame, prima con Zelina Vega e poi con Giulia, per colpa della gestione WWE eh, non delle due atlete, quando era partito decisamente meglio come nuovo titolo al lancio rispetto che quello Intercontinentale, mentre poi si sono scambiati.
Insomma Triple H e Shawn Michaels, vogliamo darci una svegliata sì o no nel 2026?! Meglio che la risposta sia sì.
Chiara Montessori si ritira

Quest’anno il professional wrestling ha visto diverse lottatrici dire addio al ring, e ogni volta che c’è un ritiro non possiamo fare altro che rimanerci male perché anche se sappiamo che è la cosa giusta la maggior parte delle volte, fa lo stesso malissimo. Quindi ovviamente ogni ritiro che c’è stato quest’anno a modo suo per me sta nel peggio del 2025, ma uno in particolare mi ha emozionata per non dire che mi ha fatta piangere come un fontana: quello di Chiara Montessori, o Kia.
Dovete sapere che Chiara non è una persona qualsiasi, una wrestler qualsiasi, è prima di tutto una fan della disciplina, una persona che l’ha studiata profondamente, una donna, atleta, mamma e moglie che c’è sempre stata per il wrestling e le wrestler, che c’è sempre stata per me fin da quando ci siamo incrociate per la prima volta nell’ottobre 2021 in ICW a La Numero Uno, dove nel backstage mi sono avvicinata timidamente per darle un sacchettino con dentro adesivo e spilla di DTLC che ho distribuito a tutte le lottatrici che erano presenti, vedendola completamente incantata da tutto quello che le stava succedendo intorno, cosa di cui poi abbiamo parlato tanto, perché semplicemente non era abituata a tutte quelle lottatrici nello spogliatoio ed era emozionantissima di essere tornata dopo anni di pausa.
Chiara ha sempre dato il giusto valore a tutto e tutti nel business, sul ring e fuori dal ring, e sapere che si è dovuta ritirare per ben due volte per cause di forza maggiore mi ha fatto sentire questo vuoto dentro incredibile, perché quando penso a qualcuno che deve rinunciare a qualcosa che ama così tanto non per sua scelta, ma per cose che dipendono da altro, mi si spezza il cuore. Tutti dovremmo avere l’opportunità di lasciare andare qualcosa secondo le nostre regole, come desideriamo noi. Sono felice però, e questo sicuramente me lo concederà anche lei, di averla vista ritirarsi contro Queen Maya perché se doveva esserci qualcuno ad accompagnarla fuori da quel ring era proprio lei, la sua mentore, anche se è triste pensarci da un certo punto di vista perché ci si aspetta sempre che sia l’allievo a ritirare eventualmente il proprio mentore, è più sensato.
Quindi ecco, forse qui sono andata un pochino più sul personale lo ammetto, ma penso che il ritiro di Chiara abbia influito su tutto il wrestling femminile in Italia, anche se non vuol dire che non possa contribuire lo stesso alla disciplina con altri ruoli, ci mancherebbe, anzi, me lo auguro. Però Chiara se mi stai leggendo, sappi che parlo a nome di tutti quando ti dico grazie per ciò che hai fatto, c’è un motivo se Stefano Benzi ti cita sempre anche dopo tanti anni dal vostro primo incontro, perché lasci il segno sempre.
Non ci sono più le Knockouts di una volta

Come vi ho promesso nel meglio, sono qui per parlarvi della divisione Knockouts della TNA, perché secondo me siamo proprio andati lontanissimi rispetto a quello che avevano costruito in positivo Scott D’Amore e Gail Kim.
Purtroppo sotto la nuova gestione, la TNA ha saputo gestire poco bene la sua divisione femminile nel 2025, nonostante le tante aggiunte fatte, mettendo sotto i riflettori praticamente solo un paio di lottatrici secondo me degne di una menzione: Ash By Elegance e Dani Luna. Le altre, seppur vincendo il titolo e seppur con qualche rivalità con anche la WWE per via della collaborazione, non sono riuscite a spiccare, e anche qui ripeto, colpa assolutamente del booking e non delle atlete.
In più la perdita di una come Jordynne Grace e anche di Masha Slamovich, quest’ultima per via delle accuse di violenza domestica dell’ex compagno, non ha aiutato sicuramente, andando a scalare un po’ lo star power della divisione, rimasta con atlete che non sono riuscite a raggiungere uno status oltre quello di midcarder, e no, neanche Tessa Blanchard o le IInspiration.
Gli infortuni (di nuovo)

Se ogni anno non metto gli infortuni nel peggio, sembra che io non sia contenta, ma caspita, firmerei subito per non far infortunare nessuno. Comunque, per andare più nello specifico secondo me i peggiori quest’anno sono stati quelli di Liv Morgan, Bianca Belair e Queen Aminata.
Le prime due perché Liv Morgan era una parte importantissima della programmazione WWE, avrebbe dovuto avviare una rivalità secondo me molto interessante con Nikki Bella, più di quella con Stephanie Vaquer, e soprattutto si è persa Evolution e meritava tantissimo di lottare a quell’evento dato tutto il lavoro straordinario che aveva fatto fino al momento dell’infortunio alla spalla. Per Bianca Belair potrei fare anche un copia e incolla, una grandissima performer, per me leader dello spogliatoio come poche che si è fermata per tantissimi mesi per via di un infortunio al dito dopo il match spettacolare di WrestleMania 41 contro IYO SKY e Rhea Ripley, perdendosi anche lei Evolution e secondo me venendo esclusa di conseguenza troppo presto della storyline con Naomi e Jade Cargill; in più la sua assenza ha veramente distrutto la divisione femminile di SmackDown che quest’anno ha risentito tantissimo della pessima gestione di Triple H e proprio della mancanza di una come la EST a tenere su la baracca.
Per Queen Aminata invece mi si è spezzato il cuore perché stava avendo una run veramente bella e importante tra ROH e AEW e quell’infortunio al collo non ci voleva; è stata per me una delle MVP dell’anno per il wrestling femminile e una rivalità con Deonna Purrazzo per il ROH Women’s Pure Title sarebbe stata qualcosa di spettacolare, per non parlare di altre rivalità che poteva avere in AEW e che ora sono in pausa. Mi auguro davvero che possa riprendersi presto perché è da tenere d’occhio come worker.
Tony Khan

Vi farà strano forse leggere questo dopo gli elogi che ho fatto alla crescita della divisione femminile AEW/ROH, ma specialmente ultimamente mi sono ritrovata a dover affrontare certe dichiarazioni di Tony Khan che non mi sono andate proprio a genio, tipo quando ha detto che è “probabilmente molto possibile” che dopo 7 anni di attività della AEW le donne prima o poi saranno nel main event di un PPV, sottolineando che ci vogliono le giuste storie, rivalità e così via, dimenticandosi che aveva tra le mani Mariah May vs. Toni Storm, storyline eccezionale dall’inizio alla fine, e non ha messo il loro Hollywood Ending nel main event di Revolution 2025 per ripicca perché sapeva già che l’inglese sarebbe andata in WWE. Oppure quando gli è stato chiesto secondo lui qual è stato il match dell’anno della federazione e lui ha fatto un elenco senza neanche un match femminile in mezzo, quando di belli ce ne sono stati eccome.
Sapete qual è la cosa che più mi fa arrabbiare? È che se uno se ne fregasse totalmente e non si impegnasse alla base a spingere il wrestling femminile, quantomeno ci sarebbe coerenza e direi: “Vabbè, ma se ne frega, quindi non sono stupita”, anche se mi darebbe comunque fastidio sia chiaro e cercherei di contrastare questa cosa. Ma la AEW quest’anno ha davvero spinto tanto sulle donne, e poi Tony Khan fa queste uscite che boh, mi spiazzano. 700 elogi in conferenza stampa quando i media fanno una domanda specifica sulla divisione femminile, e poi per il resto basta uno schiocco di dita e si dimentica tutto. I soldi purtroppo non fanno un booker quantomeno decente e si vede che dietro a tante grandi storyline, come quella citata poco più sopra, ci sono altre menti geniali come quella di RJ City.
Rivalità Charlotte Flair e Tiffany Stratton

Come per Evolution nel meglio, mi sono tenuta la cosa che più mi ha toccata per ultima anche nel peggio, e molti di voi sanno anche perché, ma riparliamone così mi sfogo per bene un’ultima volta e la lascio in questo dannato 2025. La rivalità tra Charlotte Flair e Tiffany Stratton è stata qualcosa di allucinante, ma nel senso più negativo della parola che possiate pensare.
Due errori secondo me sono stati compiuti a monte: far tornare Charlotte Flair da heel con conseguente vittoria della Royal Rumble e incoronare Tiffany Stratton WWE Women’s Champion. Da queste due cose già dovevamo aspettarci il caos.
Per quanto riguarda Charlotte Flair, lo sapete che io la amo, è la mia lottatrice preferita dopo Lita, e come vi ho già detto sono felice sia tornata, ma doveva tornare come buona assolutamente e soprattutto per non farla odiare doveva perdere la Royal Rumble perché in realtà se voi andate a vedere il suo ritorno ha affrontato il match (e anche il promo dopo la vittoria) come una face; il problema è che il pubblico ha ripreso ad odiarla perché ancora una volta è passata come quella che torna e vince, quindi poi ha fatto un turn heel, che tra l’altro si collegava benissimo con i video package sul suo ritorno in cui palesemente aveva un look e atteggiamento da heel, quindi già doveva tornare da cattiva, ma chiaramente non ha retto per l’emozione di esser tornata dopo un anno lontana dal ring e ci ha voluto vendere la sofferenza cercando di passare per buona, ma il booking WWE glielo ha impedito.
Se invece parliamo di Tiffany Stratton, per chi comunica con me regolarmente sembrerò un disco rotto, ma hanno accelerato troppo i tempi con lei sia a NXT che poi nel main roster pompandola tantissimo come una grande star e dandole vittorie importanti, soprattutto quella appunto del MITB con poi la vittoria del WWE Women’s World Championship, e se ho imparato un pochino a conoscere la persona dietro il personaggio, quindi Jessica Woynilko, ho capito che se le fai il minimo complimento o le dai un pizzico di fiducia si monta la testa, e questo è stato tutto proiettato proprio in questa faida, perché chiaramente accumulando sicurezza in sé, in modo tossico però, non positivo, per tutti i successi che ha avuto, quando si è ritrovata davanti al suo idolo con la prospettiva di sfidarla alla sua prima WrestleMania con in palio il titolo massimo femminile, Tiffany è impazzita e si è sentita Zeus sul suo trono sulla punta dell’Olimpo.
Ed è qui che prendo tutto e mi collego per parlare della rivalità in sé perché come sappiamo è stata una sofferenza unica. I loro confronti, sia verbali che fisici, sono stati una delusione, il match a WrestleMania è stato carino ma poteva dare decisamente di più, e in modo particolare il loro confronto a distanza nella puntata di SmackDown a Bologna e quello faccia a faccia sul ring a Chicago sono stati di un cringe che giuro che non ho mai più voluto rivederli e se li becco sui social vado avanti. Sono d’accordo sul fatto che entrambe abbiano commesso degli errori perché Charlotte per qualche motivo non è riuscita a fare la veterana come si deve nei loro confronti, prendendo in giro la voce di Tiffany e non lasciandole modo di parlare, però quantomeno lo ha fatto rimanendo nel personaggio da heel, mentre la giovane è andata sul personale senza concordare nulla con The Queen, e questo non si fa mai, specialmente se sei una rookie.
Molti di voi lo sanno già perché ve ne ho parlato, ma io ritengo che ci sia stato un plagio da parte di Nia Jax che è diventata molto amica di Tiffany e nemica di Charlotte dietro le quinte, quando le due erano diventate quasi migliori amiche (la samoana che aveva fatto anche da damigella a The Queen al suo matrimonio con Andrade) prima che qualcosa si rompesse tra di loro, e a me non lo toglie dalla testa nessuno che abbia messo qualche pulce nell’orecchio alla Barbie, perché ha avuto anche lei degli atteggiamenti strani nei confronti di Charlotte quando fino a pochi mesi prima andava a dire nelle interviste che era il suo sogno affrontarla perché è stata lei a farle venire quella voglia di fare wrestling. Lo so, dietro di voi state urlando: “COMPLOTTO!” però io i pezzi del puzzle li metto sempre insieme, e questo tarlo non mi lascerà mai la testolina.
In ogni caso, di chiunque sia la colpa, qui ci hanno perso loro, i fan e il wrestling in generale. Potevamo avere una bella rivalità come quella tra Charlotte Flair e Rhea Ripley nel 2020, e invece ci siamo beccati questo schifo che spero prima o poi possa lasciare il mio cervello per far spazio ad altre cose più belle, anche perché quel giorno a Bologna io sono stata malissimo dopo quello che ho visto e vissuto.
Considerazioni finali
Come ho detto brevemente all’inizio, il 2025 per me non è stato un bell’anno. Sì, ho vissuto alcuni momenti belli nella mia vita privata e in quella lavorativa non ne parliamo, come la già citata intervista a Mercedes Moné, l’incontro con Chelsea Green, Alba Fyre e Piper Niven a Dublino, con lo show stesso di quel viaggio che io ho amato perché è stato molto bello, un riscatto a quello di Bologna che purtroppo è stato deludente al massimo, specialmente perché io avevo preparato tutto un bel cartellone per Charlotte Flair sperando di vederla in un match o anche in un promo sul ring, e invece mi è toccata quello schifo di intervista doppia cringe. Poi ho avuto anche la chance, grazie a Alessandro Bosio e Luca Carbonaro di andare in diretta TV a parlare di wrestling femminile proprio ad inizio anno, e ho ottenuto anche la mia prima pubblicazione su rivista (che potete acquistare QUI) grazie ai colleghi di The Shield Of Wrestling, un’altra cosa che era nella mia bucket list, sperando un giorno di aver spazio da qualche parte anche per un piccolo editoriale. E poi vabbè, ho anche visto esibirsi live Charlotte Flair e Mercedes Moné per la prima volta e ho rivisto Becky Lynch.
Se invece passiamo ai momenti negativi, sicuramente la cosa peggiore che mi è accaduta, e non l’ho condiviso con voi perché non volevo pensarci ulteriormente in quel momento, è che a maggio ho perso mia nonna paterna alla quale ero particolarmente legata perché praticamente mi ha cresciuta, quindi non è stato facile già da marzo, tra l’altro la settimana proprio di SmackDown a Bologna per quello che è stata ulteriormente una brutta esperienza, pensare che avrei potuto perderla di lì a poco perché è quando ha iniziato a stare davvero poco bene. Da quel momento ho sviluppato un’ansia e un senso di vuoto che mi hanno portata a lasciarmi andare psicologicamente e fisicamente e ad aggrapparmi a quello che potevo per cercare di non crollare, e per quanto DTLC mi abbia un po’ sostenuta in certe situazioni, mi sono accorta che ha preso troppo il sopravvento sulla mia vita e mi ha creato una FOMO assurda verso i contenuti che dovevo creare, togliendomi un po’ di libertà di cui ho un disperato bisogno per tornare in carreggiata per me stessa, per poter vivere e lavorare meglio.
E collegandomi proprio al progetto, non vi nego che ho pensato un paio di volte a chiudere DTLC perché tanti fattori: stress generale di dover fare tante cose, la qualità del wrestling che è calata, certe connessioni tra la disciplina e cose politiche e morali… insomma, non ero sicura di riuscire a reggere psicologicamente, e ho avuto più volte bisogno di staccarmi un attimo dedicandomi ad altro. Poi per fortuna succedono sempre cose che mi fanno dire che devo andare avanti, quantomeno quel goal dei cinque anni a marzo devo raggiungerlo, ma andrò anche oltre, lo so già. Finché riesco tengo botta perché in realtà amo molto ciò che faccio, è che ogni tanto diventa un po’ troppo, ma penso che molti di voi possano capirmi con il proprio lavoro o le proprie passioni.
In generale però lasciatemi dire che sono molto contenta per tante belle cose che il wrestling femminile ci ha regalato, specialmente perché ho letto tanto in giro, e io concordo, che il wrestling femminile è stato meglio di quello maschile in questo 2025, e questa cosa mi rende fiera e mi dà una grandissima soddisfazione, anche perché sono opinioni che si riflettono tantissimo sul mio lavoro perché ho notato che i miei numeri sono aumentati e anche le interazioni con tanti di voi. Sapete che a me dei numeri interessa poco perché faccio ciò che faccio perché lo amo, è una mia passione e non ci guadagno nulla, però mi fa piacere che il mio progetto sia diventato un veicolo di comunicazione prezioso per mettere sotto i riflettori il wrestling femminile.
Concludo con il ringraziarvi per essere stati un altro anno con me se eravate già parte di questa grande famiglia, ma vi ringrazio anche ovviamente se siete arrivati nel corso del 2025 o a fine anno pronti ad affrontare un 2026 che si spera possa darci altre gioie come quelle citate poco qui sopra, ma anche un po’ di serenità alleggerendoci dalle cose negative che hanno lasciato il segno. Mi raccomando, continuate, qualsiasi cosa accada, indipendentemente da me, a sostenere il wrestling femminile, perché quello che voglio è creare proprio un’eredità per quella parte della disciplina mettendo insieme un gruppo di belle persone che possano diventare un’importante rete di sostegno sano per “le ragazze”, come le chiamo io affettuosamente. E grazie di cuore a chi è venuto da me a dirmi che ciò che faccio è stato importante per loro sia a livello informativo che a livello psicologico, perché per me è assurdo pensare che un qualcosa che ho creato io abbia avuto un impatto sulla vita di qualcuno tanto di averlo sostenuto nei suoi momenti difficili. Sono felice che il wrestling femminile per molti di voi sia un porto sicuro dove approdare e rifugiarsi finché la tempesta non è passata, e se posso accompagnarvi verso quel porto lo faccio volentieri.
E come ultimi ringraziamenti, ma non per importanza, lo sapete che ormai il grazie più grande va a loro: alle donne nel wrestling. Senza di voi non esisterebbe tutto questo.
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Donne Tra le Corde non detiene nessun diritto su i marchi, immagini e loghi riferiti alla All Elite Wrestling, WWE inc, STARDOM o altre fonti citate in questo articolo. Credits a tutti i fotografi che hanno scattato le foto presenti nell’articolo. L’articolo è stato scritto e curato da Rachele Gagliardi, fondatrice e blogger di Donne Tra Le Corde. Revisione di Irene Zordan.
