Intervista a Irene: il racconto dell’infortunio, la risposta alle critiche e l’imminente ritorno sul ring [ESCLUSIVA]
Un recente brutto incidente sul ring ha avuto un impatto forte sulla vita e carriera della Vedova Nera che si appresta a tornare più forte che mai.

Come molti di voi sapranno, di recente la lottatrice italiana Irene si è dovuta fermare a causa di un infortunio importante al polso,e non solo, rinunciando a diversi match in programma per avviare il suo percorso di riabilitazione.

In questa intervista, ho avuto modo di parlare con lei di tutto questo, lasciandole il suo spazio per raccontarci della sua esperienza, per rispondere ai dubbi, a volte anche esposti in maniera forte, di alcuni fan, e per parlarci del suo ritorno.

Prima di lasciarvi alla lettura, vorrei ringraziare Irene per avermi concesso questa intervista in esclusiva.

Buona lettura!

Intervista a Irene

Per chi non sapesse cosa è successo, puoi raccontarci di come ti sei infortunata?

Irene: Il mio grave infortunio è avvenuto durante un TLC Match, la scala è balzata via da sotto i miei piedi e il mio semplice Crossbody non è andato a buon fine, cadendo male fuori dal ring senza che l’avversario riuscisse forse a prendermi o limitare la cosa. 

Ho perso i sensi per qualche secondo, ho subito un forte trauma cranico, microfratture facciali, ferita in fronte e mi si è fratturato il polso in maniera scomposta in 2 punti. 

Irene (Instagram) ©

I fan vedono spesso un wrestler infortunarsi e poi tornare, ma non vedono il processo di guarigione che c’è dietro. Ti va di condividere con noi i retroscena del tuo recupero? Immagino che sia stata dura sia fisicamente che psicologicamente per te.

Irene: Credo uno dei periodi più duri della mia vita, lo dico senza troppi peli sulla lingua. Fisicamente ho sofferto molto, è stato un percorso doloroso e impegnativo per via delle continue visite, esami, farmaci da prendere, terapie varie; è stato stressante soprattutto passare le giornate in attesa di un responso, attendere per capire se dovessi o meno essere operata, capire cosa potessi e dovessi fare per il mio volto, ed è stato molto frustrante non averne nessun controllo su tutto ciò, solo accettazione e pazienza, cose che per gran parte del primo periodo non riuscivo ad avere.

Per un wrestler non poter allenarsi, salire sul ring e fare gli show per via di un infortunio è la cosa più dura da accettare secondo me e nel mio caso ci sono stati momenti in cui ho pensato di mollare tutto; ti metti a pensare a dove hai sbagliato cosa potevi evitare o fare ed entri in un loop continuo. Momenti di dolore fisico sicuramente ma anche di forte solitudine e di frustrazione, e sicuramente tutto quello che c’è stato attorno non ha aiutato, ma per fortuna ho avuto tre persone che realmente mi sono state molto vicine e sono state fondamentali per evitare che sprofondassi totalmente. Una volta sistemata la ferita in fronte, sistemato il trauma cranico e rimosso il gesso, è iniziata la parte più difficile, più che altro fisicamente, perché ho ripreso ad allenarmi e ho iniziato un’intensa fisioterapia per il polso.

Quello che i fan giustamente non vedono è la fatica e l’intensità del processo di recupero, in palestra, sul ring e a livello mentale. È stato proprio in questo periodo, inizialmente con grande demoralizzazione e frustrazione lo ammetto, che ho tirato fuori ancora di più le palle e ho reagito mettendomi a lavoro. 

Abbiamo visto che stavi quasi per tornare, ma poi hai dovuto annullare un paio di date, come quella del 26 aprile 2026 per lo show SAJxTJPW, cos’è accaduto?

Irene: Una volta iniziato il processo di recupero ero sì frustrata ma anche molto vogliosa di fare quel match, che sapevo di meritare e sapevo avrei potuto fare molto bene; di conseguenza ho iniziato a ragionare solo basandomi su fare “a tutti i costi” quel match, dimostrando a me stessa che potevo farcela, che non sarebbe stato un polso o un volto mal concio a fermarmi, neanche questa volta. Ammetto però che forse non avevo calcolato con lucidità quanto fosse dura questa volta; facendo i primi 2 allenamenti sul ring, i primi 2 dalla rimozione del gesso e i 2 precedenti allo show, ho dovuto fare i conti con la realtà, ma anche con tanta ansia, frustrazione e solitudine, come già detto. Mi sono resa conto che non avrei potuto fare una prestazione all’altezza per quel match, senza contare poi il rischio di recidive per me, che fino a che non ho toccato con mano sul ring non sapevo, poi avrei limitato anche la mia avversaria, e anche per rispetto suo e dello show ho fatto la cosa migliore. Ho sofferto in modo inimmaginabile per la rinuncia a questo match, ma poi con lucidità mi sono detta: “Se Irene deve tornare a lottare lo deve fare al meglio delle sue possibilità fisiche e mentali, per dare una prestazione a 5 stelle, per rispetto in primis suo, per l’avversario e per lo show in questione”. Ho dovuto rinunciare a questo per tornare da fine maggio in poi, ancora meglio di prima. 

Alessandro Di Martino ©

Allacciandomi alla domanda precedente, sui social e allo show stesso citato, mi è capitato di leggere e sentire alcune critiche verso la tua gestione degli impegni sul ring e del fatto che hai messo a rischio occasioni importanti con lo spot che ti ha infortunata. Vorresti rispondere alle critiche?

Irene: Da worker professionale quale sono, metto in gioco il 100% di me stessa, del mio impegno e del mio corpo (perché per chi non se lo ricordasse il wrestling oltre che con la testa si fa col corpo, e il fisico non è di titanio, a meno che tu non sia Iron Man), di conseguenza io ovunque mi trovi do il massimo, indipendentemente dalla sigla, dallo show, dal luogo o dall’avversario, perché accettando di salire sul ring i miei primissimi intenti sono quelli di lavorare per la perfetta riuscita dello show, per far fare un buon match all’altro worker e per far divertire e appassionare la gente che sta guardando. Quindi ribadisco, il mio non è stato minimamente menefreghismo ma anzi, è stata totale devozione a quello che amo fare e per chi lo faccio. Ricordando poi che gli infortuni accadono, ragazzi, gente si è spaccata male provando cose sul ring in allenamento, avrebbe dovuto preservarsi in allenamento e non provare cose per evita re rischi? Gente si è spaccata male per pura sfiga, facendo una cosa che ha sempre fatto o che mai avrebbe pensato potesse andare male,. Gente si è spaccata perché non aveva l’avversario più preparato del mondo, per questo avrebbe dovuto rifiutarsi di fare il match? Se volevamo evitare tutto ciò per “risparmiarci” avremmo dovuto iscriverci a tiro con l’arco.

In conclusione, da persona e worker intelligente, dico che è ovvio che ho capito i miei errori (e non solo i miei), ne ho pagato e ne sto pagando ampiamente io le conseguenze, so cosa andava fatto diversamente ecc…, quindi sicuramente ora ho capito cosa fare quando mi troverò ancora in certe situazioni, perché si, sono un pò pazza e spericolata e questo non cambierà assolutamente, ma sono anche cosciente e preparata. 

In questo periodo di grande sofferenza fisica e personale, critiche esagerate e comportamenti fuori luogo non hanno minimamente aiutato, è stata dura e solo un paio di persone sanno realmente quello che ho dovuto passare, ma sicuramente mi ha aperto un pò di più gli occhi su molte persone e situazioni, mi ha anche resa più forte e mi ha permesso di capire quanto poco puoi contare sull’umanità delle persone. 

Ho reagito raramente a queste cose, e continuerò (anche sola) per la mia strada, non ho bisogno di chiacchiere, parlano i fatti, come sempre. 

Passiamo alla bella notizia: è stato annunciato che il 23 maggio 2026 tornerai finalmente in azione, anche se non lo farai in Italia, ma per la tedesca Euphoria Wrestling. Come ti senti al riguardo?

Irene: Sì, il 23 maggio torno sul ring, e lo farò all’estero, e non posso negare che sono emozionata e nervosa allo stesso tempo, emozioni contrastanti per vari motivi. Non posso negare paura e ansia, perché dopo un brutto infortunio serve anche togliersi molti blocchi e paure; fatico poi a reagire nei confronti della brutta cicatrice che ho in fronte, ma la voglia è tanta e la sicurezza torna sempre di più. Sto lavorando duramente e arriverò su quel ring al 100% finalmente, per poi essere al 200% quando tornerò anche su un ring italiano. 

C’è qualcosa che vorresti dire ai tuoi fan per questo, definiamolo, “nuovo inizio”?

Irene: Sì, è decisamente un nuovo inizio, e in parte una nuova versione di Irene, che spero abbiate voglia di vedere, ma non mi piace molto parlare ai fan dicendo troppe parole solo per dare aria alla bocca, o per gasare inutilmente il mio ego, credo molto di più nei fatti, quindi aspetto tutti a bordo ring per vedere coi vostri occhi, e non vedo l’ora,  perché sarà unico! Irene IS NOT DEAD. 

Grazie di cuore Rachele, come sempre, un onore.

Io ringrazio nuovamente Irene per avermi concesso questa intervista, e come sempre, vi invito a seguire e supportare Irene agli show di wrestling e soprattutto sui social, la trovate su Instagram.

Non dimenticatevi di seguire Donne Tra Le Corde anche sui social e di sostenere il progetto con una piccola donazione.

Donne Tra le Corde non detiene nessun diritto sui marchi, immagini e loghi riferiti alle wrestler e alle federazioni italiane e dà i credits a Shyla Nicodemi per la foto utilizzata come copertina. L’intervista è stata scritta e curata da Rachele Gagliardi, fondatrice e scrittrice di Donne Tra Le Corde.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *