Jade Cargill: come si è appassionata al wrestling, il tryout con la WWE, gli inizi difficili e la voglia di ispirare altre donne nere
È riemerso un editoriale della lottatrice scritto nel 2022 con tante cose interessanti sulla sua vita e carriera nel wrestling.

Come fatto di recente da Charlotte Flair, anche Jade Cargill ha scritto un editoriale personale sul The Player’s Tribune, e anche se è stato presentato adesso nel 2026, lo ha scritto nel 2022, quasi come se fosse qualche pagina del suo diario personale dove ha riversato se stessa, pezzi della sua vita e carriera per far comprendere ai fan perché si trova dov’è adesso e quale percorso ha compiuto per arrivarci.

In questo articolo vogliono raccogliervi i punti salienti del suo racconto traducendo le sue stesse parole.

L’editoriale si è aperto con Jade che ha raccontato che non è stato facile per lei accettare il suo corpo perché da sempre è stata una ragazza e donna alta e muscolosa, snobbata da tutti i ragazzi della scuola che la facevano sentire brutta e insicura, tanto che la sua amata nonna Bernice Salmon doveva intervenire per dirle di non dare peso a quelle cose, che lei non aveva bisogno di un ragazzo, ma di concentrarsi sulla scuola e la carriera nel basket, perché per chi non lo sapesse,The Storm è nata come cestista nel mondo dello sport, prima di mollare tutto, e infatti ha raccontato anche questo nel pezzo, spiegando che ad un certo punto una scelta sbagliata di scuola superiore ha portato a tanti problemi economici per lei e la famiglia. Infatti ha parlato anche del fatto che dov’è nata lei c’era tanta povertà e per avere qualcosa bisognava appoggiarsi ai ricchi bianchi di una città vicina e quando lei e una sua amica si sono unite ad un “reading club” e hanno conosciuto una signora anziana ricca bianca che vi lavorava come volontaria, hanno avuto la possibilità di fare delle esperienze che per i neri in America sono complicate da fare, come andare a teatro o permettersi dei libri da leggere.

Insomma, ha vissuto una vita umilissima, passata ad andare a scuola, studiare e giocare con i suoi amici di quartiere, ed è proprio in quel momento che è nato il suo amore per il wrestling:

Se non eravamo fuori, è perché eravamo dentro a guardare il wrestling. Eravamo tutti fan di Triple H, o Stone Cold Steve Austin, o The Rock, o Chyna — le grandi star della Attitude Era. Più tardi, quando eravamo di nuovo fuori, cercavamo di mettere in atto le loro mosse. Tutto quello che potevamo farci a vicenda, lo facevamo. Non mentirò, lasciavo che le cose più folli le facessero i ragazzi.… ma i pugni e i Suplex, li facevo insieme a loro. E tenete presente — non vendevamo nulla!! Siamo bambini, quindi non manchiamo i colpi lol, ci colpiamo in faccia per davvero. Una volta abbiamo trovato una casa abbandonata e ci siamo messo a saltare giù dal tetto per fare delle mosse. È stato davvero sconsiderato. Avevamo un trampolino anche nel nostro cortile, quindi tutti nel quartiere venivano lì e aggiungevamo ogni genere di salti mortali e altre cose. Ed è sempre stata una sorta di competizione a dirla tutta.

E naturalmente ognuno aveva il suo wrestler che voleva essere. Per me, quella lottatrice è sempre stata Chyna. “La nona meraviglia del mondo.” Lei era il mio idolo.

E per me è stata una cosa molto importante scoprire Chyna. Come ho detto, crescendo sono sempre stata presa di mira a causa del mio corpo muscoloso. Quindi guardarla uscire e flexare elevandosi su tutti, ed essere muscolosa come i ragazzi, e non cercare di nascondere il fatto che aveva questi muscoli — pur essendo sexy da morire, per me era tutto, soprattutto a quell’età. Avevo la possibilità di vedere qualcuno là fuori che fosse allo stesso tempo forte e sexy. È difficile da spiegare, ma Chyna sembrava avere uno scopo. Aveva semplicemente questa presenza che la contraddistingueva. Ed è stato come se mi si fosse accesa una lampadina: ‘Oh, distinguersi è una cosa BUONA.’ Mi ha fatto amare il mio corpo — e mi ha fatto capire il valore di conoscere il tuo valore.

Una donna che conosce il proprio valore, quella si che è una cosa pericolosa.

La lottatrice poi ha parlato di quando nel 2019 era sui social a scorrere con la sua amica Kelsey i vari commenti che le persone le lasciavano sui social, e tra questi c’era anche chi diceva che sembrava una wrestler professionista, e lì qualcosa è cambiato:

Kelsey è una mia amica e una sera eravamo lì sedute a ridere e scherza. Eravamo su Instagram— era tipo nell’autunno del 2019— e credo che stessimo leggendo dei commenti e cose del genere. La gente commentava le mie foto dicendo tipo: ‘Sembri una wrestler professionista. Sembri una supereroina.’ All’epoca ricevevo molti commenti del genere. E mentre siamo lì a ridere di quanto sia divertente questa cosa, Kelsey mi chiede: ‘Hai mai pensato di fare wrestling?’ Io le lancio un’occhiata e dico: ‘No dai.’ Poi passano alcuni minuti e lei mi dice: ‘In realtà dico sul serio — lo faresti mai seriamente? Ho questo amico che è un lottatore…’

A quanto pare non era solo un lottatore. Era un wrestler della WWE Hall of Fame. L’amico di Kelsey era Mark Henry.

Jade ha spiegato che quando lo ha detto al marito Brandon e alla madre, non l’hanno presa molto bene e in un certo senso non erano a favore di questa idea, specialmente erano preoccupati che potesse farsi male con la madre che le diceva che era un peccato perché è molto bella:

Quello che non hanno capito è che questo non aveva nulla a che fare con il mio aspetto. Era molto più profondo di così. Un allenatore mi ha detto che non sarei diventata “nient’altro che una casalinga.” Avevo visto i miei sogni di atleta scomparire proprio davanti a me, in così tenera età. E forse ne ho tratto beneficio — ho costruito nuovi sogni, ho conseguito master, ho formato una famiglia, ho trovato un lavoro che mi piaceva. Ma quelle vecchie ferite erano ancora lì. E quei vecchi sogni non sono mai morti. Nel profondo, mi sentivo come se non fossi mai riuscita a mostrare al mondo di cosa fossi capace.

Per quanto riguarda i tryout che ha avuto con la WWE tramite Mark Henry, ha raccontato:

Quando ho iniziato i tryout, conoscevo i miei punti deboli. Non avevo mai fatto ginnastica, quindi alcune delle cose che facevamo non mi erano intuitive. Ad esempio, anche qualcosa di fondamentale come il rotolarsi. Nel basket scivoli, ti viene insegnato a scivolare. Nel wrestling non si scivola. Tu rotoli. Quindi ho dovuto imparare a fare cose del genere molto velocemente.

Ma una cosa che sapevo — una cosa che ho sempre saputo — era che sono forte. Sono forte da morire. E quando ci siamo seduti tutti a guardarci prima di salire su quei ring, penso che sia stato allora che mi sono ricordata: ‘Okay, sono qui per un motivo.’ Mi guardai intorno e mi dissi: ‘Siamo onesti…. Ho il corpo migliore tra i presenti.’

Essere sul ring è stato intenso. Ho fatto bene per essere una novellina, ma non mi vergogno ad ammettere che non ero la migliore. Non avevo mai colpito le corde prima!! Quella è stata un’esperienza. E per quanto giocassi duramente da bambina, non ero abituata a buttarmi a terra di proposito. Quindi il mio corpo ha dovuto adattarsi e farlo molto rapidamente. Il primo giorno o due tornavo in hotel, andavo alle macchine del ghiaccio al piano terra, prendevo un secchio e iniziavo a scaricare secchi di ghiaccio nella vasca da bagno dell’hotel. Provavo un dolore lancinante — il mio corpo non aveva mai subito colpi simili. È stato uno shock totale.

Per come funzionano i tryout, ci sono fondamentalmente due tipi di persone: i lottatori e gli atleti. Per lottatori intendo persone che hanno lavorato duramente nelle indies per anni, impegnandosi al massimo per perfezionare la propria arte. Ma per un motivo o per l’altro non sono riusciti ancora ad avere quella grande occasione. E per atleti intendo più persone come me — persone che magari hanno giocato in NFL per un po’, o hanno fatto sollevamento pesi a livello agonistico, o sono stati trainers popolari su Instagram o cose del genere. Persone che hanno molto talento grezzo o un look accattivante, ma non l’esperienza del wrestling vera e propria. E sarò onesta, sono stata un po’ ingenua appena arrivata. Ho lasciato i tryout con molto rispetto per gli uomini e le donne di entrambe le parti. Che si tratti di trascorrere anni nelle indies o di provenire da un background completamente diverso e imparare a lottare al volo, niente di questo percorso è facile. È DIFFICILE.

Quando i tryout sono poi finiti, Jade Cargill ha raccontato di come ha reagito la WWE nei suoi confronti:

Una volta terminati i tryout, mi hanno praticamente detto: ‘Ti vogliamo… ma vogliamo che tu sappia davvero a cosa vai incontro.’ Credo di aver capito cosa intendessero con questo. Quando ho fatto il mio promo durante i tryout, avevo davvero esagerato dicendo che ero ricca e che Brandon giocava a baseball e così via. E anche se lo facevo nel mio personaggio, ovviamente c’era anche del vero. E credo che questo abbia creato qualche dubbio sul mio livello di impegno. Ad esempio, dal momento che non avevo “bisogno” di lottare, sarei stata disposta ad impegnarmi? Non sembravano sicuri di questo. Così mi hanno chiesto di trovare una buona scuola per formarmi e di inviare loro aggiornamenti mensili sui miei progressi — con l’idea che dopo sarei stata pronta.

Mark mi aveva consigliato di frequentare una scuola chiamata Face 2 Face Wrestling, a Morrow, in Georgia. All’epoca non avevo neanche un match all’attivo — quindi gran parte del mio allenamento all’inizio era letteralmente solo farmi fare il sedere da uomini adulti che pesavano come 100-130 chili. Erano enormi.

La wrestler ha anche spiegato che il marito Brandon, anche lui sportivo, giocatore di baseball come detto poco qui sopra, l’ha aiutata molto con la gestione di loro figlia Bailey tra un allenamento e l’altro di entrambi, e che anche se inizialmente era scettico e non voleva andare a vederla lottare, un giorno lo ha fatto e le ha detto che era molto figo.

Poi, dopo tutti quei tryout e quel training, è arrivata l’opportunità di andare in AEW:

Dopo la fine degli allenamenti, c’era molto su cui riflettere. Non avevo ancora firmato un contratto e la WWE mi voleva sicuramente. Quindi era giunto il momento di capire se era questo che volevo davvero.

Ed è pazzesco, perché — proprio in questo periodo, è stato allora che ho iniziato ad avvicinarmi alla AEW. Durante il periodo degli allenamenti, avevo cercato di studiare il mondo del wrestling e avevo guardato alcuni episodi di Dynamite in TV. Mi è piaciuto quello che ho visto. E quando ne ho parlato con un mio amico, mi ha suggerito di incontrare Tony Khan. Nel momento in cui ho parlato con Tony, mi sono sentita subito a mio agio. Mi ha fatta sentire a mio agio e, come se potessi essere onesta, sia riguardo alle mie paure che alle mie ambizioni. Avevo la sensazione che Tony mi vedesse come qualcosa di più di un semplice numero. Ha capito il mio scopo. Qualche giorno dopo, stavo andando a Jacksonville per un tryout.

L’editoriale si è poi chiuso con un bellissimo pensiero sulla sua esperienza:

Anche se sono piuttosto giovane, per certi versi mi sento già come se avessi vissuto tre vite. Ci sono così tanti lati diversi in me. Ci sono così tante sfumature diverse di chi sono. La Jade del liceo è completamente diversa dalla Jade del college. La Jade del college è totalmente diversa da quando sono diventata madre. E poi la Jade del wrestling è totalmente diversa da qualsiasi altra cosa.

Penso che le esperienze con cui ho avuto a che fare nella mia vita — le persone che dubitano di me, le persone che mi giudicano, le persone che mi dicono cosa diventerò e cosa no – tutte queste esperienze mi hanno plasmata nella donna che sono. E questa è una donna che, se vuole qualcosa, si metterà alla prova. È così semplice. Ci proverò con tutte le mie forze.

So che ci saranno sempre persone disposte a parlare. Persone che pensano che non fossi pronta quando sono diventata TBS Champ. Persone che pensano che non abbia fatto il mio dovere. E sinceramente non sono nemmeno arrabbiata con quelle persone. Apprezzo il fatto che molte di queste opinioni siano pertinenti quando il tuo pubblico è appassionato quanto il nostro. E a volte ho provato molti di quegli stessi dubbi. Credetemi, sono rimasta scioccata e onorata di esser diventata la prima TBS Champion — e ci sono stati momenti in cui ho avuto dei dubbi su me stessa. Ad esempio mi sono chiesta: ‘Come verrà percepito questo dalla nostra fanbase? Come si sentiranno i miei colleghi? Come mi sentirò io?’ Tutti quei pensieri erano nella mia mente.

Ma allo stesso tempo posso promettervi un’altra cosa: non avrei mai praticato questo sport se non avessi pensato di avere la stoffa per diventare grandiosa. Non brava…. grandiosa. E sto ancora crescendo, questo è un dato di fatto. Questo è il mio secondo anno come wrestler. Ho debuttato davanti al mondo intero. La metà delle volte mi sento come un esperimento di laboratorio per i telespettatori. E quando ho dei dubbi, mi ricordo semplicemente che mia figlia è una di quelle spettatrici. E vede sua madre diventare una campionessa. Mi vede prendere la vita per le corna e rifiutarmi di accontentarmi.

Provengo da una famiglia nera orgogliosa e da generazioni di donne nere orgogliose. Quindi sono sempre cresciuta con quell’armatura speciale, quella capacità di essere l’unica persona nera in una stanza e di tenere la testa alta — perché sento di rappresentare molte persone nere che non sono presenti. E sento di rappresentarli ancora di più nel ruolo in cui mi trovo ora. In tutto ciò che faccio, voglio essere una pioniera per la prossima generazione. Voglio dare l’esempio.

E voglio soprattutto dare l’esempio per una ragazza nera in particolare. Voglio che Bailey si goda ogni secondo di tutto questo. E quando qualcuno le chiede: ‘Cosa fa tua madre?’ Voglio che i suoi occhi si illuminino mentre racconta a quella persona tutto ciò che ha assorbito. Ha solo quattro anni, quindi non mentirò: piangeva durante alcuni show perché pensava che mi stessero picchiando. (Mi sentivo così in colpa!!) Ma ora Bailey non ne ha mai abbastanza. Guarda Dynamite, guarda Rampage, guarda tutti i pay-per-view. Ha le sue preferite: Ruby (ama la sua theme song), Rosa (ogni volta dice sempre, “Thunderrr Rosaaa!!!!”), si spera Jade Cargill. Sta iniziando a fare promo contro di me. È già una heel naturale.

È divertente, molti lottatori hanno nomi che usano per separare il loro personaggio da ciò che è reale. Ma io sono sempre stata grata di potermi far chiamare Jade Cargill. Ho sempre pensato che il mio personaggio fosse solo una versione di ciò che sono. Forse un pò meno tranquilla, un pò più violenta, un pò più fuori dalle righe. Ma pur sempre Jade. Sempre di valore. Ancora nota. In realtà I’m that bitch.

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