Recensione docuserie “WWE: UnReal – La storia dietro le quinte” stagione 1 di Netflix

Oggi ci sarà una recensione che probabilmente farà molto discutere perché già prima dell’uscita di questa docuserie le persone si sono lamentate, continuando anche dopo la pubblicazione e la visione della stessa, e io un po’ le capisco e un po’ no, ma facciamo un passo alla volta.

Infatti parleremo di “WWE: UnReal – La storia dietro le quinte”, ovvero una docuserie che ci porta dietro le quinte della federazione di Stamford per farci vedere come lavora nel costruire le storyline, le rivalità, i match e i suoi eventi più grandi. In modo particolare, questa stagione (perché penso ce ne saranno altre se non ho capito male) copre gli avvenimenti da gennaio 2025 ad aprile 2025, con un po’ di flashback anche su cose accadute a fine 2024 per dare un po’ di contesto, quindi in generale parliamo della Road to WrestleMania 41.

Vi anticipo già che questa recensione sarà SPOILER, quindi vi lascerò anche qualche dettaglio del documentario, concentrandomi ovviamente solo sulla divisione femminile, per il resto dovrete vederla o affidarvi a qualche collega che fa la recensione di tutto quanto o che in generale parla di tutta la serie. Per questa docuserie io personalmente analizzerò tre episodi, che sono quelli che hanno coinvolto le donne, dicendovi cos’è accaduto e poi dando un mio parere. Alla fine dell’articolo darò il mio personale parere generale su ciò che rappresenta questa serie.

N.B.: i titoli degli episodi non sono effettivamente quelli, ma li ho dati io per farvi capire gli argomenti trattati.

Struttura della docuserie

La docuserie è formata da 5 episodi di circa un’ora ciascuno dove atleti e addetti ai lavori, tra cui Triple H e tutto il team creativo, si alternano nel raccontare ciò che hanno vissuto in determinati momenti della loro carriera tra la fine del 2024 e la prima parte del 2025, quindi vediamo sia filmati di match, promo e tutto il resto che normalmente vediamo anche in televisione o sulle piattaforme streaming dedicate, sia interviste e immagini inedite del dietro le quinte della struttura WWE.

Episodio 1: Una Rhea Ripley molto vulnerabile

Questo episodio parla ovviamente del debutto di Monday Night Raw su Netflix, un evento che come possiamo vedere è stato considerato dalla WWE alla pari, se non superiore, ad una WrestleMania, come dice Stephanie McMahon in un filmato nella docuserie. Per questo motivo è stata messa tanta pressione addosso agli addetti ai lavori e ai lottatori, e questo si vede molto in questo episodio attraverso Rhea Ripley.

Se vi ricordate, in quella puntata di Raw c’è stato un match per il WWE Women’s World Championship tra Rhea Ripley e Liv Morgan, vinto dalla Mami che si è quindi portata a casa tale cintura, e nonostante le due abbiano fatto poi un ottimo lavoro, la wrestler australiana nel dietro le quinte pre match ha avuto un intenso attacco di panico, cosa che l’atleta ci racconta che le succede spesso prima di match importanti.

Questa sua apertura nel parlare degli attacchi di panico e di salute mentale in generale è molto importante perché aiuta a far capire a molte persone, che magari si sentono fragili e hanno vissuto esperienze uguali o simili, che anche i nostri idoli sono vulnerabili, ma in qualche modo riescono sempre ad affrontare tutto con forza e determinazione, e che è okay non essere sempre al massimo ogni volta ed è un bene chiedere aiuto a chi ci è vicino per trovare un po’ di conforto, esattamente come vediamo fare in questo episodio a Rhea che, per cercare di calmarsi, va da Damian Priest e prova il match con lui mentre si sta scaldando.

L’altro aspetto interessante di questa puntata è il fatto che abbiano affrontato l’infortunio che Rhea Ripley ha subito alla spalla per mano di Liv Morgan durante un segmento backstage, perché come sappiamo le due si sono rimbalzate parecchio degli infortuni che spesso hanno messo in serie difficoltà la loro storyline, e The Nightmare ci ha detto anche una cosa che non era ancora stata rivelata: ad oggi non si è ancora operata a quella spalla infortunata, perché ha avuto la possibilità di scegliere se farlo o meno, e dato che stava affrontando un momento fondamentale nella sua carriera, ha preferito fare riabilitazione per tre mesi piuttosto di operarsi e stare fuori sei mesi, parole sue; anche se per ora sta lottando con un bozzo sulla sua spalla che le ricorda di questa sua decisione, potrà operarsi quando meglio crede in futuro.

Io sono sempre convinta che giustamente ognuno sa cosa sta passando, conosce il proprio fisico e se ha dei medici accanto come si deve può anche permettersi di fare o non fare certe cose, però lasciatemelo dire: i wrestler sono davvero dei pazzi! E come sempre, lo dico con tanto affetto.

L’ultima cosa importante secondo me di questo episodio, che poi si collegherà anche a quello finale di cui vi parlerò dopo, è che Triple H si è lasciato andare in un elogio smisurato nei confronti di Rhea, definendola una delle wrestler migliori dell’intero roster WWE, tra donne e uomini, continuando a riempirla di complimenti alla fine di ogni suo match. Proprio perché tornerò dopo sull’argomento, il mio commento al riguardo lo leggerete tra poco.

Episodio 3: Tre grandi protagoniste

Qui faccio un salto al terzo episodio perché il secondo era dedicato alla Royal Rumble maschile, mentre questo ruota proprio intorno alla Royal Rumble femminile e a tre atlete in particolare: Charlotte Flair, Chelsea Green e Bianca Belair.

Giustamente qualcuno si chiederà: come mai loro tre? La risposta è semplice: erano le tre scelte papabili per vincere la Women’s Royal Rumble, e una di loro poi ha vinto in realtà la Women’s Elimination Chamber. Ma andiamo per ordine.

Partiamo con Chelsea Green, perché sono emersi dei retroscena davvero molto interessanti specialmente per quanto riguarda la sua vittoria del WWE Women’s US Title. Come sappiamo la cintura è stata introdotta ad inizio novembre 2024 e con un torneo Michin e Chelsea sono arrivate in finale: quest’ultima sperava tantissimo di poter lottare per quella cintura magari a Survivor Series, visto che si è tenuto in Canada, la sua terra natale, ma alla fine così non è stato e ci hanno tenuto a mostrarci dei video in cui Chelsea si è detta delusa dal non essere nella card dell’evento, ma che comunque avendo la possibilità di fare ciò che ama ed essendo vicina a diventare per la prima volta campionessa in singolo in WWE, la vita sarebbe andata comunque avanti, anzi, dice anche una cosa interessantissima sul suo essere un personaggio comedy, ovvero che se la pagano per fare la scema lei la fa, perché comunque si diverte nel suo lavoro e in quel ruolo.

Rimanendo sempre sull’argomento, ci vengono mostrati dei video in cui Chelsea si prepara per il suo match contro Michin a Saturday Night’s Main Event, dove le due si sono sfidate proprio per incoronare la prima campionessa US, e qui la vediamo con Shane Helms, che ha prodotto la contesa, discutere di una cosa: le era stato proposto di chiudere il match con un Leg Drop invece che con la sua Unprettier, ma lei si è rifiutata perché voleva avere questa vittoria titolata importante con la sua finisher, quella che più la rappresenta.

Personalmente sono dispiaciutissima che non abbia potuto partecipare a Survivor Series, anche perché aveva comprato i biglietti per tutta la sua famiglia, però è stato veramente bello vederla trovare sempre il lato positivo delle cose nonostante chiunque altro, me compresa, avrebbe avuto un crollo nervoso. Mi ha fatto piacere però vederla ribellarsi contro chi le voleva “rovinare” un momento glorioso come la vittoria del titolo, perché come caspita ti viene in mente di privare un lottatore della mossa che più lo contraddistingue per fargli fare un semplice Leg Drop? Anche se non è stato detto esplicitamente, ho come la sensazione che volessero farlo passare come omaggio ad Hulk Hogan visto che ci trovavamo a SNME, ma santo cielo, non esiste un discorso del genere.

Rimanendo sull’atleta canadese, ma spostandoci finalmente sulla Royal Rumble, durante tutta la docuserie ci sono stati mostrati i writer e Triple H seduti al loro tavolo per discutere delle varie idee creative che ovviamente hanno portato poi ad alcune storyline e vittorie importanti, e quando si è parlato di chi avrebbe potuto vincere la Women’s RR, un nome che è venuto fuori è stato proprio quello di Chelsea Green, con un writer che ha proposto un’idea folle, ma niente male di per sé: 29 donne sono entrate, la numero 30 deve ancora fare il suo ingresso mentre sono rimaste solo due wrestler sul ring e per sbaglio queste due fanno una doppia eliminazione, quindi Chelsea Green, che aveva l’entrata numero 30, vince automaticamente. Onestamente, secondo me non era una brutta idea, almeno era qualcosa di un po’ diverso e che avrebbe assolutamente rappresentato Chelsea Green con questo suo personaggio. Ovviamente però poi bisogna pensare a lungo termine e in ottica di WrestleMania, quindi sarebbe stato magari difficile bookarla per l’evento.

Parlando in breve di quello che abbiamo visto su Bianca Belair invece, anche il suo è stato uno dei nomi discussi per la vittoria della Royal Rumble, anche per darle il record di prima donna con due vittorie in quel match, ma alla fine si è optato per farle vincere l’Elimination Chamber, occasione in cui abbiamo potuto vedere ancora una volta lei che si cuce da sola le gear, una cosa bellissima. Ma un punto interessante è che siamo venuti a sapere finalmente la verità sulla pausa di Jade Cargill dopo l’attacco di Naomi: l’atleta era davvero infortunata, quindi hanno dovuto adattare la storia delle Big 3 intorno a questo e come sappiamo ha funzionato benissimo, e probabilmente non sarà finita ancora.

E infine arriviamo alla parte più importante, quella in cui ci hanno raccontato Charlotte Flair. La ritengo la parte più importante perché abbiamo visto davvero delle cose inedite su di lei per quanto riguarda il suo infortunio e il suo ritorno: ci vengono mostrati gli istanti prima della sua operazione al ginocchio, in cui la lottatrice appare parecchio triste e sull’orlo del pianto perché non è mai stata così tanto assente dal ring e non ha mai subito un infortunio così importante, e queste sue lacrime sono diventate poi lacrime di felicità quando è tornata e ha vinto la Women’s Royal Rumble ed è stata accolta dalle colleghe, tutte estremamente felici per lei, con applausi e il coro “welcome back” nel backstage dopo la sua impresa.

Per me è stato molto emozionante vedere ancora una volta la vera Ashley perché è davvero assurdo che le persone facciano così fatica a vedere che è davvero una brava persona che ama il business e che soprattutto è amata anche dalle colleghe perché spesso si dice che sia “cattiva” ed egoista e più volte è stato dimostrato che invece non è così. Per me Charlotte Flair rimarrà per sempre una delle migliori wrestler mai esistite e Ashley Fliehr una delle persone più incomprese e allo stesso tempo dolci che ci siano. Per quanto io ami Bianca Belair, sono contenta che il record della RR sia andato a The Queen, se lo meritava anche per il ritorno da un anno così complicato per lei tra infortunio e divorzio.

Concludiamo con Triple H che elogia tutte le wrestler donne dicendo che addirittura sono meglio degli uomini, che capiscono subito cosa significa godersi il momento e lo sfruttano e imparano velocemente specialmente al Performance Center senza farsi accecare dal proprio ego. Eh buongiorno Triplo, nel 2025 ci rendiamo conto di questa cosa? Eppure ancora qualche cazzata con la divisione femminile la facciamo. Però tornando seri, è davvero un piacere quando le wrestler riescono ad arrivare in questo modo a qualcuno, che sia una persona del business o un fan, perché davvero ci mettono tanto impegno e sanno che purtroppo ancora oggi devono dimostrare qualcosa, ma va bene così perché tanto loro si presenteranno sempre e sempre daranno tutto su quel ring. Spero solo che questi mesi, compreso Evolution, possano davvero insegnare a chi di dovere che non c’è più disparità e non dovrebbe esserci sotto tutti i punti di vista.

Episodio 5 (finale): Gli imprevisti che si risolvono

Siamo finalmente arrivati all’episodio finale, quello dedicato a WrestleMania 41, e mamma mia cos’è uscito da questo episodio.

Prima di tutto voglio partire con il dire che tramite una lavagna nella stanza del team creativo si è arrivati a vedere, anche se ve ne avevo già parlato con un articolo, che alcuni match per lo Showcase of the Immortals dovevano essere un po’ diversi:

  • Women’s World Championship: Rhea Ripley vs. Bianca Belair 
  • WWE Women’s Championship: Jade Cargill vs. Nia Jax
  • Wyatt Sicks vs. Judgment Day (con probabile coinvolgimento anche di Alexa Bliss, Nikki Cross, Liv Morgan e Raquel Rodriguez, anche se non precisato)
  • Women’s Tag: Charlotte Flair & Becky Lynch vs. IYO SKY & Asuka

Per fortuna sono stati cambiati, anche se sogno ancora le Charlynch come campionesse di coppia, infatti un po’ mi scoccia che al posto di Becky ci sia Alexa, ma sta funzionando quindi bene così.

Poi ovviamente si è parlato tanto anche dell’impressionante Triple Threat Match tra Rhea Ripley, Bianca Belair e IYO SKY, dove abbiamo visto dei filmati di un backstage e una Gorilla Position più che felici per ciò che le tre ci hanno regalato, con Triple H che ancora una volta ha accolto Rhea Ripley con parole dolci, di rispetto, ammirazione e incoraggiamento, ed è qui che vi dico che secondo me si merita tutto l’amore che sta ricevendo dalla federazione e dai fan perché è proprio una donna fantastica che ama molto ciò che fa e dà sempre il 100%. Se fosse per me, le toglierei gli attacchi di panico che ha prima dei match, ma come dice lei appena parte la musica ecco che Demi scompare e Rhea arriva e lotta come una pazza, e se funziona così allora andiamo avanti così e sempre a testa alta.

Se parliamo invece della EST, abbiamo visto le reazioni al suo infortunio alle dita, con lei stessa che però ha detto che pensava di essersi rotta l’intera mano, ma nonostante questo ha continuato a lottare. Alla fine si è rotta solo due dita per fortuna, nella sfortuna, ed è da ammirare il fatto che sia andata avanti come se niente fosse dandoci probabilmente il match femminile più bello dell’anno.

Passando al vero e proprio gossip che ci piace tanto: Tiffany Stratton e Charlotte Flair. Io, come sapete, sono stata abbastanza dura verso ciò che è accaduto e speravo di non dover più vedere quel confronto cringe a Chicago, ma ce lo hanno riproposto anche nella docuserie con un paio di retroscena molto interessanti.

Prima di tutto, tramite un’interazione tra Triple H e Bruce Prichard, e poi tra Triple H e Tiffany Stratton e una writer, siamo venuti a sapere che sì, Charlotte Flair l’ha stuzzicata imitando la sua voce e questo ha scatenato qualcosa nella Barbie che è andata fuori copione attaccandola sul personale, facendo irritare il King Of Kings che ha chiaramente detto che Tiffany avrebbe dovuto scusarsi con The Queen perché non è così che si lavora in WWE.

Quindi ora abbiamo la conferma che Charlotte non è stata una santa, ma che comunque il suo andare fuori copione è rimasto nell’ambito personaggio heel e del contesto della contesa e del wrestling, mentre la collega è andata sul personale come non avrebbe dovuto fare e si è dimostrata ancora più poco professionale della rivale, perché poteva tranquillamente fare la superiore e ne sarebbe uscita più che bene, invece così è passata lei dalla parte del torto. Penso sia stato un brutto momento per entrambe, per la federazione e per i fan e purtroppo ci ha fatti arrivare tutti a WrestleMania con l’amaro in bocca.

Ed è proprio al PLE che le due si sono affrontate sul ring e di ritorno nel backstage si sono abbracciate, con Tiffany Stratton che ha ringraziato Charlotte Flair del match e lei le ha fatto le congratulazioni e ha detto che sicuramente sarà il futuro della disciplina. Per me questa è solo l’ennesima dimostrazione di quanto matura e dolce sia Charlotte, perché se fossi stata io al suo posto non so se mi sarei comportata così, quindi solo applausi. E in generale sono felice che le due si siano chiarite, ma mi rimane il dubbio che qualcuno abbia influenzato parecchio Tiffy, e quel qualcuno risponde al nome di Nia Jax, che come sappiamo ha sviluppato un odio insensato per quella che è sempre stata sua amica e l’ha sempre supportata.

A chi consiglio la docuserie

La consiglio a chi come me è molto curioso di vedere come funzionano le cose dietro le quinte, ai fan più accaniti, ma anche a chi si è appena avvicinato al wrestling o ci si vuole avvicinare perché in realtà la narrazione delle cose è fatta in modo che anche un pubblico non vicino alla WWE e al wrestling possa goderne, con spiegazioni di match, del significato di alcuni termini e tutte queste cose. È tutto studiato perché su Netflix ci sono persone che guardano di tutto quindi deve essere una cosa un po’ più documentario che ti dà anche le basi e non solo che approfondisce.

Considerazioni finali

Ho iniziato questa recensione dicendo che ci sono stati vari pareri negativi già prima della pubblicazione della docuserie, perché come sempre si parla del fatto che certe cose nel wrestling dovrebbero rimanere segrete, che i retroscena non dovrebbero essere svelati e così via, ma siamo nel 2025, la tecnologia e i social viaggiano tantissimo e ormai tutti sappiamo come funziona, quindi tanto vale approfondire meglio la questione.

Poi ho letto anche che qualcuno non è stato felice di vedere i retroscena più che altro sul booking, tutta la parte dove Triple H parla con i writer perché ha dato conferme e smentite di teorie che noi fan avevamo, e onestamente questo posso capirlo perché di cazzate la WWE ne ha fatte parecchio in questi mesi a livello di booking, e forse ci si aspettava che certi giornalisti non avessero ragione su alcuni cose, e invece…

Personalmente l’ho trovata una docuserie molto carina, ben fatta, ottima fotografia, ottime scelte musicali e un buon modo per immergersi ancora di più nel lavoro dei nostri idoli. La cosa che mi è piaciuta di più è poter vedere quanto umani siano gli atleti anche se si nascondono dietro ad un altro nome, ad un personaggio e ad una gear, perché sono una persona molto sentimentale e romantica, e vederli piangere o gioire per certe cose del loro lavoro mi ha commossa. Spesso noi guardiamo solo al lavoro sul ring o al microfono, quando in realtà dietro c’è tutto un mondo stupendo di produzione e preparazione.

La cosa sicuramente negativa, ma è una lettura che ho dato io alla cosa quindi non so se questa percezione l’hanno avuta tutti, è che da un lato sicuramente ci hanno mostrato ciò che volevano mostrarci loro e non proprio tutto tutto, ma è anche normale perché se produci uno show e lo editi, scegli anche tu cosa far vedere. Ad esempio per completezza di narrazione avrei voluto vedere Tiffany che si scusa con Charlotte, e invece non si è visto, è stata abbastanza troncata lì la cosa per poi essere ripresa dopo con direttamente l’abbraccio a WrestleMania. Quindi ecco, fidatevi fino ad un certo punto. E non sto dicendo che sia falso ciò che abbiamo visto, attenzione, dico solo che secondo me se potevano darci il 100% di cose reali, ce ne hanno date magari il 70%.

Io se fossi in un fan WWE me lo guarderei, giusto per andare un po’ backstage insieme ai wrestler e i produttori e vedere come sono stati costruiti quattro mesi di wrestling, però se pensate possa essere superfluo non sarò certo io a costringere nessuno a guardarlo, fate le vostre scelte. Personalmente però penso sia importante andare oltre quello che vediamo sullo schermo ogni settimana e provare ad immedesimarci anche nel lavoro di persone che, con tutti i difetti del mondo, provano a darci un prodotto che possiamo amare e che possa renderci felici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *