Nell’estate del 2025 ci siamo visti per la recensione della prima stagione della docuserie di Netflix “WWE: UnReal – La storia dietro le quinte”, e ci siamo così fatti un’idea in generale di com’è stata strutturata e di come la federazione di Stamford abbia lavorato per diversi mesi ad alcune storyline, rivalità, ad alcuni eventi e match, ma ora siamo pronti anche ad andare a vedere cos’è accaduto nella seconda stagione uscita il 20 gennaio 2026, che in modo particolare copre gli avvenimenti da WrestleMania 41 fino alla doppia notte storica di SummerSlam.
Vi anticipo già che questa recensione sarà SPOILER, quindi vi lascerò anche qualche dettaglio del documentario, concentrandomi ovviamente solo sulla divisione femminile, per il resto dovrete vederla o affidarvi a qualche collega che fa la recensione di tutto quanto o che in generale parla di tutta la serie. Alla fine dell’articolo darò il mio personale parere generale su come ho percepito la nuova stagione.
N.B.: i titoli degli episodi non sono effettivamente quelli, ma li ho dati io per farvi capire gli argomenti trattati.
Struttura della docuserie
La docuserie è formata da 5 episodi di circa un’ora ciascuno dove atleti e addetti ai lavori, tra cui Triple H e tutto il team creativo, si alternano nel raccontare ciò che hanno vissuto in determinati momenti della loro carriera; nel caso specifico della seconda stagione si parla della primavera/estate del 2025, quindi vediamo sia filmati di match, promo e tutto ciò che normalmente vediamo anche in televisione o sulle piattaforme streaming dedicate, sia interviste e immagini inedite del dietro le quinte della struttura WWE.
Episodio 1: Il grande ritorno di Becky Lynch
In questo primo episodio, per le donne, la grande protagonista è stata Becky Lynch, che abbiamo visto tornare dopo una pausa durata quasi un anno, pausa in cui, come sappiamo e come ha ribadito lei, non ha avuto un contratto firmato con la WWE perché ha raccontato di aver chiesto a Triple H una pausa perché si sentiva esausta dato che non si è fermata un secondo da quando era tornata dopo aver dato alla luce la figlia Roux, e aveva proprio il desiderio di passare del tempo con lei. Come lei stessa ha detto e come ha detto anche Triple H, ad inizio 2025 si è sentita pronta a tornare e quindi ha ripreso gli allenamenti con Seth Rollins, anche se ci è stata mostrata una Becky abbastanza sofferente nel farlo, infatti ha detto che ha percepito diversi dolori specialmente nella schiena, cosa normale quando si è fermi per tanto tempo.
Ma se da una parte c’è un’irlandese che ormai si era affermata in WWE e nel mondo del wrestling, dall’altra ci è stata mostrata Lyra Valkyria, lottatrice che ha detto di aver iniziato a fare wrestling proprio perché ispirata da The Man, una delle prime donne irlandesi a lasciare un segno davvero profondo in questa disciplina. Lyra ci ha anche detto di averla incontrata nel 2018 perché Becky era andata dove si allenava e ha pianto davanti a lei da quanto era emozionata.
E con questa premessa per le due ci è stata mostrata la stanza del team creativo dove Triple H ha parlato dei piani che le coinvolgevano per WrestleMania 41, dove come sappiamo sono finite a fare coppia vincendo i titoli tag dopo che Bayley è stata fatta fuori dall’equazione (e su questo ci torneremo), con la promessa di creare una connessione emotiva tra le due in primis, e poi tra loro e il pubblico specialmente attraverso il ritorno di Becky Lynch, che ci è stata mostrata come una persona molto fragile che sta lottando tutt’ora appesa ad un filo tra la propria carriera e il proprio ruolo di madre. Becky ci ha detto chiaramente che è bello tornare al wrestling quando stai via per tanto tempo, ma che per lei è stata durissima perché ha sentito come se la figlia avesse ancora bisogno di lei a casa, tanto che è arrivata a dire che probabilmente questa potrebbe essere la sua ultima run, il suo ultimo contratto con la WWE.
L’altro aspetto legato è The Man è il fatto che ha letto talmente tante cose negative su di lei online, che ha avuto la sensazione che i fan potessero addirittura fischiare il suo ritorno sul ring, cosa che poi ovviamente non è avvenuta perché il pubblico la ama troppo, e secondo me lei stessa ha pronunciato una frase bellissima: “A volte quando sei fuori dal giro, dimentichi tutta la magia. Quando ci sei dentro è come se ti spruzzassero addosso un po’ di polvere di fata.” E se torniamo sulla questione odio e fischi, si è parlato anche della puntata di Raw successiva a WM dove lei e Lyra hanno perso i titoli di coppia e Becky ha compiuto il suo turn heel venendo comunque elogiata dal pubblico, con la sua ora nemica che ha detto di non essersi sorpresa della cosa perché a differenza della rossa lei non aveva ancora avuto modo di connettere con i fan a quel livello, ma comunque si è sentita onorata di poter condividere tutti quei momenti con il suo idolo, battendola anche a Backlash, la quale l’ha elogiata parecchio definendola il futuro della disciplina, disciplina che ha bisogno di persone come lei, gentili e che sono delle gran lavoratrici.
Ho letteralmente amato questo episodio perché ho una forte ammirazione per le due atlete che ho anche avuto il piacere di veder lottare live. E ovviamente mi sono commossa a sentire parlare The Man sia del suo ritorno che del suo possibile ritiro in un futuro prossimo.
Episodio 2: Naomi come una fenice
Passando da un ritorno ad un altro, la grande protagonista del secondo episodio è stata Naomi, che come sappiamo nel 2022 se n’era andata seguendo Sasha Banks per alcuni disaccordi con la federazione, disaccordi che vengono confermati da tutti quanti perché secondo la WWE alle due non stava bene sfidarsi in un match a più donne per una chance titolata in singolo quando al tempo erano campionesse di coppia. Qui Naomi non è scesa troppo nei dettagli, però ha detto di essersi sentita fiera perché ha difeso se stessa da qualcosa in cui non credeva, ma che è stata comunque felice alla fine di tornare in WWE dove c’è praticamente tutta la sua famiglia. Interessante secondo me il punto di vista di Triple H che ha detto di aver voluto fortemente il suo ritorno perché secondo lui la WWE è casa di Naomi.
Ovviamente si è parlato del suo percorso in WWE durante il 2025, prima al fianco di Bianca Belair e Jade Cargill come trio face, e poi del suo clamoroso heel turn che l’ha portata a diventare una delle protagoniste dell’anno con la vittoria del MITB e poi del WWE Women’s World Title a Evolution, compiendo un incasso clamoroso. Dai racconti su questo percorso è emerso quanto nel backstage della federazione ci fosse ammirazione verso Naomi per il lavoro svolto e per come si è evoluta nel corso degli anni fino ad arrivare al top.
Mi è piaciuto molto vedere questo lato umano di Trinity (vero nome di Naomi) perché l’ultima volta che abbiamo esplorato così la sua vita è stato in occasione di Total Divas, ma era un contesto molto diverso; specialmente dopo il 2025 fantastico che ha avuto, vedere anche come si è sviluppato questo suo personaggio da cattiva è stato veramente interessante. Mi dispiace che non abbia voluto dire qualcosa in più sul walkout, ma penso lo abbia fatto per non invadere troppo anche la privacy di Mercedes Moné (aka Sasha Banks) che giustamente non poteva difendersi nel documentario dove tra l’altro solo l’amica e Triple H l’hanno chiamata per nome perché gli altri hanno detto tutti “partner” come se fosse vietato dalla legge nominarla quando comunque delle immagini l’hanno anche fatta vedere, anche perché Sasha Banks è un marchio WWE quindi hanno diritto di nominarla.
Episodio 3: Chelsea Green tra casa e carriera
Cambiando completamente direzione, perché poi come vedremo i successivi due episodi si intrecciano con i primi due, la protagonista del terzo episodio è esclusivamente Chelsea Green, con un misto tra vita privata e carriera.
La prima cosa che ci è stata mostrata di lei è la sua casa e del marito Matt Cardona in costruzione, con la lottatrice che ci ha fatto sapere che avrà uno studio tutto suo dove farà montare una libreria in modo da mettere in esposizione i titoli che ha vinto in carriera. In modo particolare della sua casa ci ha detto che si immagina un giorno lì con dei figli a guardare il panorama sul laghetto lì accanto, affermando che vorrebbe molto diventare madre un giorno, ma che ora come ora ha paura di buttarsi nella cosa per non “rovinare” il bel momento che sta avendo nella sua carriera, puntando con questo discorso i riflettori su una situazione difficile per le donne in generale, ma soprattutto per le lottatrici: mettere in pausa il lavoro che amano per avere figli. Qui Chelsea mi è sembrata quasi la voce di coloro che non hanno voce, perché molte donne hanno paura di dire questa cosa perché sappiamo come la società ci vede molto spesso, e invece lei ha esternato a tutto il mondo una paura legittima, un sentimento in cui potersi rispecchiare e l’ho apprezzato molto.
Passando al lato wrestling invece, è emerso che quando ha perso il WWE Women’s United States Title contro Zelina Vega, ha scoperto solo due ore prima del match che sarebbe accaduto, e giustamente si è detta affranta della cosa perché aveva in mente tantissime cose ancora per il suo regno, regno che Road Dogg voleva restituirle al rematch di SNME, con Triple H che però lo ha frenato nella stanza del team creativo, dicendogli che ormai aveva già battuto tutte le babyface disponibili e che quindi era insensato ridarle la cintura. Questa sequenza secondo me ha messo ben in evidenza tutti i limiti che la WWE ha dimostrato nella gestione della divisione femminile di SmackDown, che sicuramente avrebbe bisogno di essere ricostruita come si deve, magari anche con alcune promozioni da NXT e un draft a mischiare le carte in tavola.
E concentrandoci in modo preciso proprio sul match dello speciale, la wrestler canadese si era presentata dopo una settimana di malattia tra febbre, tosse e raffreddore, lottando comunque come una vera professionista, anche se come sempre tutto quanto deve accadere insieme e in quell’occasione purtroppo Zelina Vega le aveva spaccato il naso, chiedendole scusa backstage e venendo ovviamente perdonata da Chelsea perché sono incidenti che capitano.
Episodio 4: L’Evolution che volevamo
Torniamo un pochino a collegarci con i primi due episodi perché qui abbiamo visto principalmente ciò che è accaduto a Evolution, PLE tutto al femminile che nel 2025 ha rivisto la luce con una seconda edizione dopo che la prima e unica fino a quel momento era stata nel 2018. In modo particolare abbiamo visto l’impatto che IYO SKY ha avuto per gran parte dell’anno anche grazie al suo regno da WWE Women’s World Champion e alla sua rivalità diventata amicizia con Rhea Ripley. E parlando proprio delle Rhiyo, è stato bello vederle preparare il loro match per Evolution con quel clamoroso Crossbody della nipponica sull’australiana in mezzo al pubblico, con IYO che ha anche detto che ha preferito mille volte un match nel main event di Evolution che un match titolato a WrestleMania perché è una vetrina migliore per le donne essendo un evento tutto delicato a loro.
Ma la mia parte preferita probabilmente è stata quando Triple H ha parlato benissimo di lei, dicendo che se un giorno dovessero dirgli che c’è da smantellare tutto il roster per rifarlo, a lui andrebbe bene tenere solo IYO SKY, segno che la stima veramente tanto per l’atleta straordinaria che è, con la stessa nipponica che abbiamo visto backstage correre ad abbracciarlo ringraziandolo per aver sempre creduto in lei. IYO SKY non se ne andrà mai vero? Vero?
Altri due momenti molto belli e commoventi in modi diversi li abbiamo avuti con Naomi, Becky Lynch, Lyra Valkyria e Bayley. Nel caso della prima, abbiamo visto tutte le colleghe correre ad abbracciarla ed esultare quando è tornata backstage a Evolution con la cintura di campionessa in mano, una scena commovente che ci ha mostrato quanto davvero sia rispettata Trinity stessa backstage. Per le altre tre invece, abbiamo visto gran commozione e tanti complimenti per il grandioso Triple Threat Match per il WWE Women’s Intercontinental Championship che hanno avuto in apertura di Evolution. E ci è stato anche mostrato successivamente che The Man aveva chiesto a Triple H se potesse trovare un altro modo per farla tornare a lottare che non coinvolgesse il dover togliere Bayley dalla card di WrestleMania 41, dicendo che andava bene qualsiasi altra persona e non la Role Model. E qui il mio cuore, che appartiene totalmente alle Four Horsewomen, è andato ufficialmente in tilt, non solo perché si vede che anche dopo tutti questi anni ci tengono l’una all’altra, ma anche perché è praticamente arrivata la smentita ufficiale che Becky sia una egoista che ha goduto nel sottrarre quello spot alla collega e amica. Becky Hogan dicevano eh?!
E piccolo bonus da questa puntata, che si distacca un pochino dal resto, abbiamo visto le lavagne nella stanza del team creativo piene di match non fatti alla fine in PLE. Come Liv Morgan che prima dell’infortunio alla spalla avrebbe dovuto affrontare Nikki Bella a Evolution prima di farsi affiancare da Raquel Rodriguez a SummerSlam contro le Bella Twins, quindi doveva esserci anche un ritorno di Brie Bella mai avvenuto. Oppure la finale del Queen Of The Ring che poteva essere potenzialmente tra Rhea Ripley e Giulia, con l’ex STARDOM e Marigold che era stata presa anche in considerazione per un titolo mondiale perché sempre sulla lavagna c’era scritto che nei piani si ipotizzava Naomi contro Giulia o Tiffany Stratton per il WWE Women’s Crown Jewel Championship, che come sappiamo è una cintura non canonica contesa tra le due campionesse mondiali in carica; e da questo abbiamo dedotto anche anche che Naomi avrebbe proseguito per un po’ il suo regno da campionessa prima dell’annuncio della gravidanza. Gli altri match saltati sono stati a MITB tra IYO SKY e Liv Morgan, e una sfida per Trish Stratus con un’avversaria che ancora non era stata scelta.
Come sapete, io ho messo il ritorno di Evolution nel meglio del 2025, elogiandolo tantissimo come evento e dicendo che secondo me, come secondo molti, è stato il miglior PLE dell’anno, anche se con una scarsa costruzione, quindi mi ha fatto tanto piacere vedere che Netflix abbia deciso di includerlo in questa seconda stagione di UnReal perché meritava il suo posto sotto i riflettori, anche se personalmente vi avrei dedicato una puntata a parte perché secondo me c’erano molte più cose da dire al riguardo. Comunque sono contenta che si sia visto qualcosa dal backstage e soprattutto che si sia dato spazio a IYO SKY, per me assoluta MVP in WWE per le donne nel 2025.
Episodio 5 (finale): Un’estate finita male
Arrivati al capitolo finale, ci siamo trovati davanti a SummerSlam, un evento che sicuramente ha superato WrestleMania 41, anche perché le aspettative erano altissime dato che si è svolto per la prima volta in due serate, e se qualcosa per le donne è andato bene, altre cose non sono state sicuramente neanche lontanamente perfette come abbiamo visto.
Parto con la cosa probabilmente più emozionante, ovvero nel documentario abbiamo visto una Becky Lynch piangere commossa mentre provava la sua entrata perché proprio a SummerSlam aveva debuttato la sua nuova theme song che nel ritornello ha un riferimento al padre Ken Quin, purtroppo morto nel 2021, e The Man ci ha ricordato che la cosa la fa commuovere profondamente perché proprio in quello stadio, il MetLife, il padre l’aveva vista lottare l’ultima volta dal vivo nonostante la malattia lo stesse già purtroppo tormentando. Infatti se vi ricordate, proprio lì c’era stato lo storico main event tutto al femminile di WrestleMania 35 in cui l’irlandese era diventata Becky 2 Belts conquistando sia il titolo di Raw che quello di SmackDown.
Ma passando da un ricordo triste ma a suo modo bello, siamo arrivati ad un momento decisamente più duro da affrontare, perché Becky Lynch e Lyra Valkyria si sono mostrate sofferenti dopo il loro match, con diversi colleghi che le hanno dovute consolare per quanto inconsolabili. Vi ricorderete sicuramente che ci eravamo accorti subito a suo tempo che qualcosa non aveva funzionato nella contesa, tra spot goffi ed errori legati agli oggetti usati dalle due, specialmente delle fascette che si erano sfilate prima del dovuto; ecco, Lyra Valkyria ha confermato che tutto quello che poteva andare stoto è andato storto e che lei stessa era entrata nella contesa con una mentalità totalmente negativa che non l’ha aiutata e le ha fatto compiere una serie di errori che l’hanno lasciata in lacrime delusa backstage. Entrambe quindi hanno odiato profondamente questo loro match.
Di questo finale ho appezzato particolarmente l’aspetto umano che è emerso delle due irlandesi, con una Becky Lynch che rimane fortemente critica nei propri confronti anche dopo tanti anni di carriera e tanti successi che la stanno elevando a status di leggenda, mentre Lyra Valkyria si è mostrata come una persona veramente sensibile che tiene tanto alla disciplina ed è dispiaciuta di lasciare un cattivo ricordo di sé agli altri, sia che siano le sue avversarie o il pubblico. Ma nonostante tutta questa negatività, mi è piaciuto come si siano messe a confronto due wrestler donne che a mio parere rappresentano perfettamente l’Irlanda in questo business perché non solo sono due anime pure, ma sono due worker instancabili che danno tanto al professional wrestling.
A chi consiglio la docuserie
La consiglio a chi come me è molto curioso di vedere come funzionano le cose dietro le quinte, ai fan più accaniti, ma anche a chi si è appena avvicinato al wrestling o ci si vuole avvicinare perché in realtà la narrazione delle cose è fatta in modo che anche un pubblico non vicino alla WWE e al wrestling possa goderne, con spiegazioni di match, del significato di alcuni termini e tutte queste cose. È tutto studiato perché su Netflix ci sono persone che guardano di tutto quindi deve essere un vero e proprio documentario che ti dà anche le basi e non solo che approfondisce ciò che i fan già conoscono bene.
Considerazioni finali
Rispetto alla prima stagione mi sono ritrovata decisamente più immersa nel lavoro dietro le quinte WWE, perché forse, almeno secondo la mia percezione personale, in questa stagione abbiamo visto più la parte tecnica del lavoro dello staff mentre quella precedente si concentrava di più sulle emozioni provate dai lottatori. Quindi se proprio devo fare un’osservazione su cosa si può migliorare, cercherei un maggior equilibrio tra il far vedere come si lavora dietro le quinte, tra staff (team creativo, coach, producer) e cosa provano i lottatori nelle varie situazioni. In più mi è dispiaciuto vedere che in due stagioni si sia dato tanto spazio ai producer uomini, ma non per esempio a Molly Holly che per la parte femminile fa tanto.
In ogni caso, ho avuto belle vibes da questa seconda stagione, mi ha messo tanta curiosità addosso e ho apprezzato in generale, non solo per le donne, i retroscena che sono stati proposti, forse perché ero anche più io stessa interessata agli argomenti trattati, non è da escludere, ma ovviamente è una cosa molto soggettiva.
Ricordo che se vi fa piacere potete recuperare la recensione che ho fatto sulla prima stagione, anche con considerazioni più generiche sulla docuserie così non mi sto a ripetere troppo, e ci vediamo per la terza stagione nell’estate 2026.
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Donne Tra le Corde non detiene nessun diritto su i marchi, immagini e loghi riferiti alla WWE, Netflix e altre fonti citate in questo articolo. Credits alla WWE per l’immagine di copertina. L’articolo è stato scritto e curato da Rachele Gagliardi, fondatrice e blogger di Donne Tra Le Corde. Revisione di Irene Zordan.
